Silvio Berlusconi promette: “Non andrò mai in esilio per evitare una carcerazione. Sarei colpevole nei confronti di chi mi ha dato il voto”. Il Cavaliere, insomma, non seguirà l’esempio di Bettino Craxi, che per sfuggire a Tangentopoli scelse la latitanza ad Hammamet, in Tunisia. Lo dice alla presentazione del libro di Nicolò Amato sull’ex segretario del Psi, accanto alla figlia Stefania.  “Capisco Craxi e comprendo la sua nobiltà di comportamento nei tempi dell’esilio. La sua è stata una grande infamia, – aggiunge il leader di Forza Italia – un esilio di dolore e indignazione che anche io ho provato quando sono stato colpito da sentenze ingiuste”. Anche lui, giura ha provato lo stesso dolore quando il primo agosto è arrivata la sentenza definitiva che lo ha condannato a 4 anni di reclusione per frode fiscale: “Ho perso il sonno e non sono uscito da casa per più di un mese”. Per l’ex senatore è ingiusto parlare di “esilio dorato” per Craxi, che è stato invece di “dolore profondo”. Poi si sofferma sul libro, di cui per ora ha letto 30 pagine “leggerò le altre quando sarò in gale…”, scherza.

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“Bettino era una persona buona e giusta – continua Berlusconi – Qualcuno dice che era arrogante. Siccome era molto sincero quando qualcosa non gli andava la contestava subito e questo veniva scambiato per arroganza. Era generoso, fin troppo. E’ stato generoso, per esempio, quando ha fatto entrare il partito comunista nella socialdemocrazia…”. L’ex presidente del Consiglio assicura “che Craxi era il contrario di come lo voleva far credere la stampa. Non mi ha mai chiesto un finanziamento. Mi ricordo una volta ad Arcore io gli feci capire che se aveva bisogno io l’avrei aiutato e lui mi disse: ‘se mi fai ancora una proposta del genere qui non ci vengo più’. Bettino era un giusto e buono, non ha mai chiesto finanziamenti e, vi posso assicurare che non ha lasciato la sua famiglia in condizioni di ricchezza e nemmeno di benessere”.

Il Cavaliere sfrutta l’occasione per parlare anche di attualità politica: “Siamo in un quadro drammatico perché l’Italia non è una democrazia”. “C’è un ordine dello Stato composto da funzionari a cui è stato conferito il potere di togliere la libertà che si è trasformato in contropotere dello Stato”, ha aggiunto. Infine Berlusconi si lamenta sulle scelte elettorali dei cittadini e avverte: “Questo paese non ha imparato a votare quindi è ingovernabile e tale sarà ancora soprattutto se viene fatta una legge proporzionale. Ci sono possibilità di un governo di larghe intese e difficilmente potrà essere tra Fi e Pd ma sarà un accordo tra Pd e M5S. Ovvero: giustizialismo che si somma a ingiustizialismo”. L’unica soluzione per scongiurare questo scenario è che il centrodestra chieda di “votare compatti per Forza Italia“. Altrimenti, prosegue, “continueremo ad essere un povero paese dove i colpi di Stato sono sempre possibili”.