Silvio Berlusconi ancora all’attacco e ufficialmente in campagna elettorale. Il leader di Forza Italia, intervistato alla radio francese Europe 1, assicura: “Mi possono mandare in carcere quando vogliono. Sono sicuro che non lo faranno perchè se lo fanno ci sarà una rivoluzione in Italia”. Questa la previsione dell’ex presidente del Consiglio, dopo aver sostenuto qualche settimana fa che Napolitano avrebbe dovuto concedergli la grazia motu proprio, dopo la condanna definitiva nel processo Mediaset per frode fiscale. “Non si può mandare in carcere qualcuno che fa campagna elettorale contro una maggioranza che ha usato il suo braccio giudiziario per cercare di eliminare il suo oppositore dalla scena politica”, dice immaginando questa volta un’immunità inesistente, e cioè quella per chi sarà impegnato nelle nuove elezioni. Oltre al processo Ruby ancora in corso (condanna a 7 anni in primo grado), il rischio è che la procura di Milano indaghi le testimoni, che in questi mesi si sono succedute nel processo Ruby bis, per falsa testimonianza. Sulle cosiddette “serate di Arcore” Berlusconi dice: “E’ una cosa montata dalla giustizia, per condannarmi hanno bisogno di dire queste cose. Le serate erano assolutamente normali, non ho mai visto un gesto non dico di sesso ma soltanto non elegante, in casa mia. Ma per i giudici, se qualcuno dice qualcosa contro me è sincero, se parla a mia discolpa si tratta di falso”.

Tutto questo mentre, secondo Repubblica, spunta un emendamento – presentato da Forza Italia in commissione Giustizia alla riforma della custodia cautelare – che limiterebbe di molto la possibilità di arrestare chi ha più di 75 anni. Più precisamente si tratterebbe di vietare la custodia cautelare per chi ha superato quell’età (e Berlusconi ne ha 77).  

Tredici minuti di intervista in francese, che si aprono con una domanda poco gradita al Cavaliere. “Silvio Berlusconi esiste ancora?”, chiede Jean-Pierre Elkabbach. “Trovo che la sua domanda sia malposta”, risponde Berlusconi. L’intervistatore gli chiede poi se abbia intenzione di lasciare il Paese. Ipotesi non praticabile, come conferma l’ex premier: “Non ho più il passaporto, sono in situazione di debolezza personale. Il mio telefono può essere intercettato. Mi impediscono di uscire dal Paese”. Ma, aggiunge, “sono ancora qui, sono ancora al lavoro e pieno di vita. Sono e resterò ancora il presidente del mio partito”. Porte sbarrate dunque a eventuali primarie all’interno di Forza Italia, promesse ai tempi del Pdl e mai realizzate come gli ha ricordato anche Matteo Renzi, durante la telefonata ricevuta dopo la vittoria del sindaco di Firenze su Cuperlo e Civati. “Mi ha chiamato all’1 di notte – aveva raccontato il neo-segretario del Pd – Mi ha magnificato le primarie. E io gli ho detto: visto che gliele prometti da vent’anni a quelli di Forza Italia fagliele fare queste primarie”.

Sono in campagna elettorale: stiamo cercando di convincere quei 24 milioni di italiani che non hanno ancora deciso di votare per la sinistra”. L’arma a disposizione dell’ex premier per conquistare gli italiani, nelle sue intenzioni, saranno i club “Forza Silvio”. Poi l’ex premier rivendica anche il ruolo di ultimo oppositore dinanzi al ‘pericolo comunista’: “Il partito Comunista, dal 1992, voleva avere la possibilità di prendere il potere definitivamente. Ho avuto la possibilità di non renderlo possibile”. E ancora: “Il governo non è più eletto dal popolo, il 24 maggio è il giorno in cui si voterà per l’Europa, chiediamo di avere la possibilità di avere lo stesso giorno elezioni per l’Italia”. In Italia “non c’è stato un solo colpo di Stato (riferendosi alla decadenza da senatore, ndr) ma quattro. Il colpo di Stato c’è ogni volta che un Paese non può essere governato dagli uomini eletti dal popolo”.

Le parole di Berlusconi arrivano all’indomani della nuova fiducia a Letta (passata alla Camera con 379 voti e al Senato con 173 sì) su un programma di riforme istituzionali ed economiche. L’esecutivo, nelle intenzioni del premier, durerà ancora 18 mesi. Ma secondo l’ex premier “il governo di Enrico Letta non ha mantenuto le promesse fatte alla gente”. Quanto alla “instabilità” dell’Italia che comporterebbe una caduta del governo, Berlusconi ha sottolineato: “La stabilità è qualcosa che hanno voluto mettere sul tavolo ma che non esiste. Nei precedenti 50 anni, i governi cambiavano in media ogni 11 mesi. Io sono l’italiano che è stato più tempo al governo”. A conclusione dell’intervista, c’è spazio anche per i rapporti con i premier stranieri: Angela Merkel? “Fa i suoi interessi, questa Europa ha voluto una politica che crea depressione e non sviluppo”. Quando gli hanno chiesto cosa pensasse dell’ex presidente francese Nicolas Sarkozy, Berlusconi ha risposto ironicamente: “qual è la prossima domanda?”. Infine parole di stima per il presidente russo Vladimir Putin: “E’ stato a cena da me due giorni prima del voto sulla decadenza al Senato. Lo conosco dal 2001, siamo molto amici e siamo rimasti ottimi amici”.