La protesta dei Forconi, la posizione di Beppe Grillo, la rinnovata fiducia al governo Letta, il ruolo di Giorgio Napolitano. Sono questi i temi centrali della nuova puntata di Servizio Pubblico. Ospiti di Michele Santoro: il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta, il giornalista di Repubblica Federico Rampini, l’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi, Lucio Chiavegato e Mariano Ferro del Movimento dei Forconi.

Santoro: “È nato nu criaturu, è nato niro. Di chi è colpa?”
Editoriale di apertura di Michele Santoro, che dà il via alla puntata sulle note di “Tammurriata nera”. E si chiede: “Chi la porta la reponsabilità di tutte le proteste di coloro che si preparano a marciare su Roma al grido “Tutti a casa”? Napolitano risponderebbe che è colpa della politica. Ma è colpa di Letta? Berlusconi? Grillo? Chi sono quelli che hanno fatto i blocchi? Chi li ha indirizzati? E che succederà? Chi deve uscire? Chi prenderà il posto di Letta o Alfano? E chi prende il posto di Saccomanni? Della casalinga di Voghera?”. Il giornalista ammonisce il M5S, difende chi è andato votare alle primarie Pd e lancia una stoccata a chi critica i giornalisti che lavorano per giornali di partito: “Allora Vittorini o Sciascia non erano dipendenti perché avevano lavorato all’Unità, come Travaglio. L’indipendenza, se non ce l’hai, nessuno te la può dare. E se non ce l’hai, nessuno te la può togliere”. E sottolinea: “Berlusconi dice che c’è lui e che se l’arrestano fa la rivoluzione. Poi ci si rende conto che il tempo dei comici e dei froci sta finendo fino a quando qualcuno farà gli altri neri neri” (GUARDA IL VIDEO)

La protesta dei Forconi a Roma
La copertina di Luca Bertazzoni che ha raccolto svariate voci durante la protesta dei Forconi a Roma. C’è chi indignato accusa: “Quando la pancia comincia grattare, la rabbia aumenta”. Un altro accusa Enrico Letta: “E’ un pezzo di merda, come D’Alema. Si deve impiccà”. Molti se la prendono coi poliziotti, tacciati di difendere “quattro infami”. Altri ancora, fasciati col tricolore, cantano l’inno italiano, altri urlano “ladri”. Il giornalista chiede: “Ma io voglio capire. Chi siete?”. E un manifestante mostra il tatuaggio del busto di Mussolini e risponde: “Siamo italiani”, Alcuni affermano: “Sprechiamo i soldi per gli stranieri e non ci sono soldi per noi, per i nostri ragazzi. La gente si ammazza per pagare le tasse o per i pensieri sul mutuo di merda”. Un altro denuncia: “Il popolo è stremato e non ce la fa più, mio figlio sta alle Tenerife perché qui non trova lavoro”. Un ragazzo si sfoga: “Manco l’esercito ci prende più, non ci sono soldi”. Durante la protesta si registra anche uno scontro dialettico tra Carlo Sibilia del M5S e un manifestante, che accusa i parlamentari pentastellati di non essere scesi in piazza con loro. E un altro precisa: “Siamo esasperati, non ce la facciamo più, siamo disoccupati oppure esodati, non solo Forconi” (GUARDA IL VIDEO)

Gli scontri alla Sapienza
Bombe-carta e cariche della polizia dentro la prima università di Roma. Alla Sapienza era in corso il convegno sulla green economy ‘La Natura dell’Italia’, con i ministri Orlando, Saccomanni e Lorenzin. Le immagini di Servizio Pubblico (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio: “Napolitano non è un presidente di garanzia”
Marco Travaglio, partendo dal suo nuovo libro, “Viva il re!”, sottolinea che già nel 2007 scriveva che Giorgio Napolitano non eraun presidente di garanzia. E menziona Sandro Pertini, che, durante il suo mandato, si rifiutò di aumentare i soldi ai parlamentari e fece scoperchiare molti scandali nella politica. Napolitano, invece, preferisce soffocare la verità per salvare il sistema Il vicedirettore de Il Fatto Quotidiano” sottolinea: “Fino a due anni fa Napolitano aveva un consenso plebiscitario. Poi è cominciato a calare con intercettazioni e riconferma.Oggi meno della metà degli italiani crede che Napolitano sia il presidente di tutti. Ci si è resi conto che lui difende con i denti il sistema dei partiti, nell’ultima tornata ha fatto campagna elettorale per Monti. Ha fatto cose che censurava quando le faceva Cossiga, di cui chiese le dimissioni nel 1991, perché da Presidente aveva assunto un ruolo politico. Ma ora lui fa la stessa cosa”. E aggiunge: “Il “peccato mortale” di Napolitano è una concezione del sistema: vuole essere garante di casta e partiti. Quello che Napolitano giudica populismo è la critica agli evidenti limiti all’attuale sistema politico” (GUARDA IL VIDEO)

Brunetta: “Su Napolitano non sono troppo lontano da Travaglio”
“Su Napolitano non sono troppo lontano dalle posizioni di Travaglio, anche se io ho una lettura più economica”. Lo afferma Renato Brunetta, che spiega: “Le proteste che vediamo in piazza le attribuisco alla crisi economica, che di fatto è nata sei anni fa. Sei anni di crisi, tre di recessioni: questo contesto stroncherebbe qualsiasi sistema, qualsiasi tessuto sociale. I governi tecnici non esistono da nessuna parte del mondo, solo da noi; è un mostro, solo i golpe militari sono governi tecnici. L’incertezza scatena la rabbia. La politica” – continua – “è sovrastruttura, mentre la vita è la struttura, come diceva Marx, ed è la struttura a non aver ricevuto le giuste risposte con il risultato che la classe politica non è stata all’altezza”. Il deputato di FI osserva: “Gli Stati Uniti hanno risposto alla crisi immettendo liquidità nel sistema, l’Europa no, perché preoccupata dei suoi egoismi nazionali incolpando tutti i Paesi poco per volta. L’Europa non è stata in grado di rispondere trascinando con sé le crisi storiche. Prima l’Italia riusciva ad emergere dalla crisi con le svalutazioni. Poi l’Europa ha imposto il rigore e” – conclude – “questo ha fatto saltare tutto” (GUARDA IL VIDEO)

Sorgi difende Napolitano: “E’ contro i partiti inconcludenti”
Marcello Sorgi non è d’accordo con Travaglio e Brunetta circa Napolitano: “La polemica di Napolitano è rivolta contro i partiti inconcludenti e non a garanzia”. E ricorda il discorso del capo dello Stato in occasione della sua rielezione, minacciando le dimissioni. E osserva: “Secondo me, Renzi proporrà a Grillo di votare il dimezzamento dei parlamentari e l’abolizione del Senato in cambio della rinuncia ai rimborsi. In questo modo però il governo avrebbe un anno intero di vita” (GUARDA IL VIDEO)

La protesta dei Forconi a Torino
La protesta dei forconi blocca Torino, tra gli scontri in piazza e gli attacchi ai negozi che volevano rimanere aperti. E intanto i manifestanti preparano il prossimo passo: “Tutti a Roma!” (GUARDA IL VIDEO)

Rampini: “Rabbia è la parola chiave”
Secondo Federico Rampini, le manifestazioni che si stanno svolgendo in tutta Italia sono indice di intolleranza nei confronti della crisi: una fase come questa le generazioni attuali non l’hanno mai vissuta. Ed all’estero non vanno solo i famosi ‘cervelli in fuga’. Il giornalista osserva: “I Forconi mi fanno venire in mente il Tea party americano, un ceto medio della partita Iva. Nel clou della crisi Obama ha buttato tanti di quei soldi che il rapporto deficit-Pil è arrivato all’11 per cento. La Fed ha poi fornito soldi per l’economia reale. In Europa si è fatto l’esatto contrario Le nostre istituzioni appaiono povere perché il potere risiede da altre parti. Ma tutte le politiche pubbliche europee vanno nella direzione di peggiorare la situazione economica”. E aggiunge: “Il New York Times dà un giudizio molto positivo di Napolitano, viene ritenuto un grande elemento di stabilità” (GUARDA IL VIDEO)

Chiavegato, imprenditore Forconi: “Abbiamo una classe politica incapace e inetta”
“Abbiamo una classe politica incapace e inetta. Questi qua non hanno fatto una cosa che servisse in 20 anni”. Lo afferma l’imprenditore Lucio Chiavegato, aderente al movimento dei Forconi, che denuncia il disastro del Paese nella gestione delle attività manifatturiere e accusa: “Stanno cercando di nascondere sotto il tappeto i problemi del Paese. Brunetta, Equitalia non l’hanno inventata i comunisti che mangiano i bambini, l’avete creata voi”. E precisa: “Eviterei i paragoni con la marcia su Roma. Abbiamo una classe politica delegittimata, un capo dello Stato che aveva detto che non si sarebbe fatto rieleggere. Brunetta, voi che avete devastato questo Paese negli ultimi 30 anni, non avete fatto una legge a favore delle imprese e degli operai”. Chiavegato aggiunge: “Se volessimo sfruttarla, con il Made in Italy avremmo una capacità economica devastante. C’è tanta voglia di giustizia, c’è tanta voglia che ve ne andiate tutti” (GUARDA IL VIDEO)

Ferro, leader Forconi: “Brunetta, vi dovete vergognare”
Intervento di Ferro, leader dei Forconi, che accusa: “La classe dirigente che c’è da 25 anni, che ha rovinato il Paese, deve andarsene. Alfano continua a parlare di violenti, estremisti, eversivi e non del merito della protesta…Se siamo una piccola minoranza, come dice Letta, perché siamo qui?”. E si rivolge a Brunetta, tra gli applausi del pubblico: “Vi dovete vergognare. Dovete andarvene, non abbiamo voglia di spaccare le vetrine, vogliamo che ve ne andiate. Se non avete risposte per gli imprenditori, per i cittadini, non fatevi cacciare dal popolo in malo modo… dovete andarvene con una certa dignità, con umiltà”. Ferro rincara: “Siamo le imprese che si trovano pignorate. O ci date le risposte o veniamo a Roma” (GUARDA IL VIDEO)

Brunetta: “Le proteste dei Forconi sono il prodotto della crisi”
Brunetta replica alle accuse del leader dei Forconi, Mariano Ferro, affermando che questo è il prodotto della crisi economica. E osserva che i più colpiti dalla crisi economica sono i lavoratori autonomi e che il lavoro dipendente è meno presente in queste sommosse: “Se non siamo stati in grado di opporci all’Unione Europea, tutti a casa va bene. Ma poi? Tutti a casa è legittimo, hanno perfettamente ragione. E poi la soluzione qual è? Usciamo dall’Europa?”. Chiavegato controbatte: “Chiediamolo agli italiani”. Brunetta continua: “Era meglio andare al voto nel 2010, si doveva votare anziché accettare il governo tecnico. Ma le élite italiane non hanno mai amato le elezioni, hanno sempre cercato scorciatoie per rimanere al potere”. E accusa la Sicilia di lamentarsi solo ora, nonostante i soldi pubblici di cui ha goduto in passato: “Finché c’erano i soldi nessuno protestava” (GUARDA IL VIDEO)

Forconi a Nichelino: “Siamo a favore della mafia”
Giulia Cerino racconta la protesta dei Forconi a Nichelino, cittadina alle porte di Torino, dove i manifestanti, tra le rimostranze dei clienti, hanno imposto la chiusura dei negozi e dei supermercati. E un manifestante accusa: “Siamo a favore della mafia, ma non quella di Stato, quella che ci permette di vivere” (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio vs Brunetta: “Napolitano era il candidato di Berlusconi”
Marco Travaglio si esprime nuovamente sulle larghe intese e sulla figura di Napolitano: “Ho letto i diari di Padoa Schioppa nei quali racconta come Napolitano gli mettesse continuamente i bastoni tra le ruote. Napolitano era il candidato di Berlusconi e lui impone le larghe intese già dai tempi di Achille Occhetto. Quando Napolitano è stato rieletto – non è vero che non voleva essere rieletto – i giornali si sono inventati un’emergenza che non esisteva. È quasi sempre successo che i Presidenti dopo 4 scrutini non venissero eletti. Napolitano poteva rifiutare. Brunetta e Berlusconi” – continua – “applaudivano quando Napolitano è stato rieletto, definendo il suo discorso “meraviglioso”, salvo rivoltarsi al momento della mancata grazia. Lo hanno rieletto loro. Berlusconi si aspettava il salvacondotto”. E osserva: “Le larghe intese a furia di stringersi e di chiudersi producono l’opposizione in piazza. E più si va avanti più le cose si complicano, perché con il passare del tempo i violenti sono meno controllabili” (GUARDA IL VIDEO)

Rampini: “La paura di Napolitano è di perdere l’ancoraggio con l’Europa”
Manifestanti che inneggiano alla mafia ed Europa come via maestra ed ancora di salvezza. Federico Rampini spazia tra la storia d’Italia e i deficitari meriti delle soluzioni europee. E osserva: “Da 20 anni l’Italia è il fanalino di coda della crescita europea. In questa crisi l’Europa ha sbagliato tutto, ma ovunque politici inetti stanno usando l’Europa come capro espiatorio. Letta è stato deludente per la capacità di incidere, ma l’ancoraggio europeo è fondamentale”. E aggiunge: “La paura di Napolitano in questi anni è stato di perdere l’ancoraggio con l’Europa tenendoci i nostri problemi” (GUARDA IL VIDEO)

Sorgi: “La rielezione di Napolitano non è stato un golpe di Napolitano stesso”
Secondo Marcello Sorgi, la rielezione di Napolitano non è stato un golpe di Napolitano stesso. Dissente quindi dalla posizione di Travaglio e osserva: “La rielezione di Napolitano era la dimostrazione della resa dei partiti. Può darsi che ci fosse un’altra soluzione alla rielezione di Napolitano, ma ha preso più di 700 voti, non è stato un golpe”. E ricorda che non c’erano altre soluzioni, visto il fallimento della nomina di Prodi e di Marini, la posizione di Rodotà e l’impraticabilità di Grasso e Boldrini (GUARDA IL VIDEO)

Brunetta vs Travaglio: “Napolitano costretto dai franchi tiratori del Pd”
Brunetta replica a Travaglio, affermando che non tiene conto del risultato elettorale: “Le larghe intese sono state il prodotto della scelta degli italiani”. E aggiunge: “Dopo che il Pd ha impallinato Marini e Prodi è rimasta l’unica risorsa istituzionale: Napolitano, che è stato costretto ad accettare la ricandidatura dai franchi tiratori del Pd. Io credo che Napolitano non volesse essere rieletto. Con lui ho un rapporto di ruvida franchezza: anche per ragioni di salute lui non voleva essere rieletto” (GUARDA IL VIDEO)

Fico (M5S) vs Innocenzi: “La sua intervista non è lecita”
Scontro dialettico tra il deputato M5S Roberto Fico e Giulia Innocenzi, che lo intervista sui toni di Beppe Grillo. Fico non ritiene opportuna e lecita l’intervista della Innocenzi. Santoro commenta: “Fico come attore non è male, come politico mi sembra in linea con gli altri” (GUARDA IL VIDEO)

Forconi vs Brunetta: “Il vero cancro sono i sindacati e Confindustria che comanda voi”
“Il vero cancro del Paese sono la Cgil, la Cisl, la Uil. La Confindustria comanda il Paese e comanda voi, Brunetta”. E l’accusa che lancia il leader dei Forconi, Mariano Ferro, all’indirizzo di Renato Brunetta, secondo il quale “le imprese sono il vero killer del made in Italy, perché importano i prodotti dall’estero per poi rifarli in Italia”. Interviene anche l’imprenditore Chiavegato, che chiede al capogruppo alla Camera di FI di specificare le imprese a cui si riferisce. E Brunetta risponde: “Lei ha generalizzato con i politici. Voi come Life siete presenti da anni sul territorio ma non avete avuto un tubo di consenso. Perché?”. L’imprenditore spiega le ragioni delle piccole e medie imprese e ricorda che ci sono anche molti operai a protestare in piazza. La polemica si infiamma, quando Brunetta chiede a Ferro: “E lei cosa fa? L’interprete di Chiavegato? Lei cosa faceva cinque anni fa in Sicilia?”. Ferro replica: “Vi piacevano i 61 a zero in Sicilia”. Nel secondo match, Mariano Ferro solidarizza con la libreria di Savona assaltata durante le dimostrazioni dei giorni scorsi: non sono forconi, sono solo criminali da condannare. Inoltre la sua opinione sul Governo Letta è chiara, ma si domanda: chi lo ha votato? E Brunetta si inalbera: “Letta è stato eletto, lei si è candidato ad Avola ma non è stato eletto. Lei non ha mai preso un voto”. Chiavegato rincara: “Perché avete candidato un condannato come Aldo Brancher?”. Scroscianti applausi del pubblico e qualcuno grida che Brunetta è stato “trombato come sindaco di Venezia” (GUARDA IL VIDEO)

Napolitano e Barbara Spinelli
Nel 2008 Barbara Spinelli scrive sulla Stampa una serie di editoriali critici sul comportamento istituzionale del Presidente Napolitano. Pochi mesi dopo il capo dello Stato le scrive una lettera dai toni molto risentiti in cui la accusa di non conoscere i fatti per cui lo critica e di essere “tendenziosamente informata e sollecitata”. Dopo un ulteriore scambio di lettere, la Spinelli viene invitata ad un colloquio al Quirinale. Marco Travaglio, per il suo ultimo libro “Viva il Re!”, si è fatto raccontare questo episodio. Servizio Pubblico lo fa rivivere con un docudrama in diretta (GUARDA IL VIDEO)

Sorgi su caso Spinelli – Napolitano
Marcello Sorgi ripercorre i fatti accaduti tra Giorgio Napolitano e Barbara Spinelli: definisce la Spinelli “particolarmente pessimista” e afferma che questo Presidente della Repubblica è uno dei capi di stato più parlamentaristi della storia. E aggiunge:”Che Napolitano sia critico contro un certo protagonismo della magistratura è noto” (GUARDA IL VIDEO)

Brunetta: “La gestione del processo di Palermo non è normale” 
Per Brunetta bisogna considerare l’irresponsabilità di Napolitano: quello che fa la procura di Palermo non è normale. La trattativa Stato-mafia va portata a fondo e nessuno si è chiesto perché Mancino faceva quelle affermazioni. E sottolinea: “La gestione del processo di Palermo non è normale. Andiamo fino in fondo alla trattativa Stato-mafia, ma Berlusconi non c’entra niente. Ma andiamoci dentro, perché è la chiave di tutto questo snodo”. E menziona le intercettazioni che coinvolgono Napolitano e Mancino, intercettazioni per le quali “nessuno si è stracciato le vesti” (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio: “Napolitano e i suoi interventi per i potenti”
Quando i magistrati disturbano qualche potente, Giorgio Napolitano si espone. Solo in questi casi, per Marco Travaglio, il capo dello Stato impone e detta la linea: “Napolitano è intervenuto dal 2006, quando arrestarono Vittorio Emanuele”. Anche per Berlusconi propose una moratoria di quattro mesi. Ma Brunetta non è d’accordo (GUARDA IL VIDEO)

Dragoni: “I costi del Quirinale e di Napolitano”
Gianni Dragoni analizza tutti i costi del Quirinale e spiega che costa 228,5 milioni di euro all’anno (dal 2010). Lo stipendio di Napolitano è 136 mila euro netti all’anno (con risparmio di 67,9 milioni). Poi i confronti: tra stipendio personale di Napolitano, dipendenti, manutenzione, auto blu e così via, il costo complessivo è il più alto al mondo per un Capo di Stato (GUARDA IL VIDEO)

Lo scontro tra Nuti (M5S) e Letta 
La bagarre in Aula a seguito dello scontro tra Riccardo Nuti (M5S) ed Enrico Letta (qui la versione integrale), in occasione del discorso di fiducia del premier, con le telecamere che si soffermano sulle reazioni tra i banchi (GUARDA IL VIDEO) 

Rampini, Sorgi, Travaglio e Brunetta su scontro Grillo-giornalisti
Federico Rampini, Marcello Sorgi e Renato Brunetta, dopo aver visto le immagini sullo scontro tra Letta ed il Movimento 5 Stelle in Parlamento, si espongono e dicono la loro sull’attuale scenario politico. Per Sorgi l’attacco di Grillo è stato “volgare”, Rampini afferma che in America quando un politico attacca un giornalista questo viene interpretato come un gesto di debolezza: “Un politico che se la prende con la stampa è un politico in declino”. Travaglio rammenta che, quando fu insultato e minacciato da Vincenzo De Luca, Enrico Letta non espresse solidarietà. Brunetta osserva che la Oppo e Merlo in molte occasioni lo hanno insultato (GUARDA IL VIDEO)

Le vignette di Vauro: da Grillo ai Forconi
La rassegna degli avvenimenti della settimana vista dal vignettista toscano: da Berlusconi a Brunetta fino a Grillo e alla protesta dei Forconi (GUARDA IL VIDEO)