Che il francese, e nello specifico il parigino (a dire il vero una razza a se stante) fosse arbiter elegantiae è abbastanza noto e proverbiale. Che il francese raffinato e distinto sia dunque arrivato a stilare una guida al comportamento sui mezzi di trasporto non stupisce completamente. Stupisce, piuttosto, il coinvolgimento della cittadinanza francese: la Ratp, l’azienda che si occupa dei trasporti nell’Ile de France, ha lanciato un sito partecipativo, chervoyageurmoderne.fr, in cui si augurava che il suo viaggiatore prendesse la parola e dicesse la sua a proposito del galateo da adottare sui mezzi di trasporto.

Paris-guida1Dalle idee raccolte è nato il “Manuel de savoir-vivre à l’usage du voyageur moderne“, ovvero: come sopravvivere e come renderne piacevole il trasporto pubblico ai nostri giorni. Certo, le regole di civiltà variano secondo le culture e le epoche, cambiano gli scenari a seconda degli orari della giornata e a seconda della linea di metropolitana o di Rer utilizzata, ma tendenzialmente si assiste ad una educazione diffusa che caratterizza gli utenti dei mezzi di trasporto francese. A partire dall’autista stesso del bus, ad esempio, che rivolge il buongiorno a ciascun passeggero che sale ad ogni fermata e ringrazia per aver obliterato il biglietto. Agli adolescenti che aiutano la mamma con la carrozzina, che corre impavida per i marciapiedi parigini decisamente poco calmi, a salire sull’autobus affollato o a fare gli scalini per scendere a prendere il metro. Oppure la ragazzina che lascia il posto all’anziano con il bastone, pratica, fortunatamente, diffusa ovunque.

Sono semplici regole del buon vivere, ma che spesso, e fin troppo volentieri, ci dimentichiamo a causa di fretta, nervosismo, stanchezza e irosità procurata da tutta una serie di fattori che non sempre derivano dalla funzionalità dei mezzi (un qualsiasi paragone con la società romana dei mezzi di trasporto sarebbe troppo facile e impietoso).

Gli inviti ad “essere cortesi”, “essere servizievoli”, “essere educati”, “avere buone maniere” si applicano nelle due parti del viaggio: sulla banchina e a bordo.

Paris-guida2Si ricorda che i cartelli di divieto di fumo non sono semplici decori urbani delle gallerie della metropolitana; che lo sconosciuto che si aggira con cartina stropicciata della città e sguardo colmo di horror vacui non è un attore che improvvisa una scena del suo prossimo film ma un turista in serie difficoltà di orientamento e magari non ha uno smartphone con le ultime app; che non è necessario condividere i segreti della nostra cucina con il manager dall’altra parte della carrozza, probabilmente non è interessato a saperne i dettagli. Che il fazzoletto può essere utilizzabile in diverse situazioni, non solo per salutarsi romanticamente dai binari. E che nonostante le piastrelle lo possano ricordare, le stazioni della metropolitana non sono le nostre toilette, l’uso del deodorante e del profumo dovrebbe avvenire a priori. Che l’album del nostro artista preferito sarà anche l’uscita dell’anno, ma magari la signora che sta leggendo al nostro fianco non è propriamente interessata a condividere questa passione con noi.

Che tenere la porta ad una giovane che corre verso il treno vi farà sembrare ai suoi occhi l’angelo del mattino e magari vi sorride pure. E magari vi offre anche un caffè (lunghi e annacquati come qui fanno bene). Tuttavia essere cortesi non significa fissare la suddetta con insistenza, anche se ha uno sguardo che uccide. Lo spirito da duellante del viaggiatore che percorre il vostro stesso percorso ed è al vostro fianco potrebbe essere della stessa idea e voi dovete andare a lavorare, non fermarvi a combattere.

Caro viaggiatore errante moderno, utilizza i mezzi di trasporto con eleganza e cortesia. L’educazione civica passa anche dai binari della metropolitana.

di Linda Ferrondi