Sì, questa volta mi metterò il vestito da festa come faceva mio padre ogni 25 aprile e parteciperò alla cerimonia di intitolazione a Paolo Borsellino a Trani venerdì 13 dicembre. Ne parlai in un mio articolo proprio su questa testata. Rammentai di questa palazzina dimenticata che era appartenuta alla mafia, poi fu confiscata e restituita alla società civile. Oggi è la sede di un gruppo interforze della Procura della Repubblica di Trani e grazie alla targa in pietra che sarà scoperta venerdì sarà per sempre Palazzo Borsellino.

L’associazione Libera coordinata con la Procura e con la Civica Amministrazione ha realizzato un concorso nelle scuole medie inferiori a tema. La risposta dei ragazzi è stata eccezionale ed inaspettata. Segno che la cultura della legalità marcia più veloce dello sviluppo socio economico del nostro Paese e forse potrà contribuire ad aumentare la velocità di quest’ultimo. Alla cerimonia prenderanno parte le autorità pugliesi, il sottosegretario agli Interni on. Bocci ed il figlio del Magistrato Paolo Borsellino, Manfredi.

Nella locale televisione digitale, per la prima volta è andato in onda un vero e proprio spot antimafia che rende ancor oggi vive ed attuali le parole di Paolo Borsellino. E’ andato in onda in continuazione in tutti gli spazi generalmente riservati alle merci o ai prodotti di consumo. Chissà perché in Italia, in Rai o nelle emittenti private non si mettono mai in onda spot specifici antimafia, prima o dopo il notiziario, o in occasione di eventi, o negli spazi Pubblicità Progresso.
Chissà perché ad esempio i prodotti ottenuti nei terreni confiscati alla mafia (olio, vino delle cooperative di Libera) non possano essere ex legge promossi negli spazi pubblicitari televisivi gratuitamente. Chissà perché? La libertà del mercato e la concorrenza innanzitutto? Non si possono violare le regole del mercato pubblicitario? Sono sicuro che nessuno ha tanta voglia di farlo, mentre l’impatto sulla società sarebbe enorme.

Dopo tutto servirebbe a far capire a molti ragazzi che lo Stato…e non la mafia…non dimentica mai. Invece in molte troppe fiction e film il messaggio che passa è appunto quello contrario, di uno Stato che spesso dimentica o non si accorge di quel meraviglioso ‘profumo di libertà’ di cui c’è bisogno in questo Paese. Trani non dimentica, anzi ha voluto scrivere nella storia, nel suo centro storico e per sempre il nome del Magistrato che ha sacrificato la sua vita per il futuro di un’Italia libera dalle mafie. Il ricordo va anche a tutti gli uomini e donne della scorta che persero la vita nella barbara strage di Via D’Amelio.
Queste azioni simboliche hanno un peso enorme nella faticosa costruzione di quella cultura della legalità che stenta a svilupparsi nel nostro Paese.

Oggi poi esprimono vicinanza e sostegno a quei tanti Magistrati, come Nino Di Matteo, che facendo il proprio dovere sono sempre in prima linea nella lotta alla mafia. Per loro serve il sostegno continuo di noi cittadini, dei nostri ragazzi, che rappresenta la vera invincibile corazza contro ogni mafia.