I parlamentari dei Cinque Stelle vorrebbero sostenere le piccole e medie imprese con i soldi delle eccedenze di stipendi e diarie, ma non possono perché il governo non emana i decreti attuativi di un emendamento contenuto nel decreto del Fare. E così la vicepresidente della commissione Bilancio Barbara Lezzi (M5s) segnala che “con amarezza, a 8 giorni dalla scadenza della seconda restituzione, al M5s non è ancora data la possibilità di poter versare le eccedenze al fondo”. Si tratta del fondo di garanzia a favore delle piccole e medie imprese dove – dopo l’ok a un emendamento al decreto del Fare – possono affluire contributi su base volontaria per essere destinati alla microimprenditorialità. Il M5s vorrebbe mettere lì il totale della prima restituzione, cioè 1.569.951 euro.

“Il provvedimento – spiega la Lezzi – impegnava il ministero dell’Economia e delle Finanze, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, ad emanare un decreto per definire le modalità di attuazione e di contribuzione da parte di enti, associazioni, società o singoli cittadini. I novanta giorni sono passati ma il ministero, fregandosene delle difficoltà finanziarie in cui versano le piccole imprese, non ha ancora fatto nulla”. Un fondo, prosegue la vicepresidente della commissione Bilancio, che rappresenta il principale strumento nazionale a sostegno dell’accesso al credito per le Pmi italiane. “Il meccanismo di funzionamento del Fondo genera un importante effetto leva in grado di agire da moltiplicatore delle risorse di cui dispone – aggiunge la Lezzi – Basti pensare che con un euro di dotazione del fondo, al sistema imprenditoriale arrivano tra i dieci e i venti euro. Ogni risorsa aggiuntiva destinata al fondo, risulta essere un importante strumento per dare una boccata di ossigeno al sistema produttivo”.

Dunque a fronte del milione e mezzo che i Cinque Stelle vorrebbero mettere a disposizione i finanziamenti alle Pmi sarebbero variate tra i 15 e i 30 milioni di euro. “Per la prima volta in Italia, il M5S ha deciso di fare con atti concreti e non con le solite chiacchiere”. Ma ancora non esiste il decreto per farlo.