Intervento di Pippo Baudo a “La Zanzara” (Radio24) su Beppe Grillo e sul Movimento 5 Stelle. Il conduttore, alla domanda di Cruciani che gli chiede se Grillo è fascistoide, risponde: “Eh, purtroppo, nasce un pensiero brutto. Qualche venatura un po’ c’è. Ma speriamo che sia soltanto un’impressione“. E critica duramente le cosiddette “liste di proscrizione” stilate dal leader del M5S su alcuni giornalisti: “Una volta c’era l’editto di Silla. Questo non è possibile. Mi è dispiaciuto molto perché conosco molto bene e da molti anni Maria Novella Oppo, che peraltro è una signora in pensione, un’ottima giornalista, una critica molto obiettiva. Ha sempre lavorato onestamente” – continua – “e ha guadagnato i suoi contributi per andare in pensione. Quindi, smettiamola. E’ stata offesa in maniera grave e io, anche se non c’entro niente, chiedo scusa a Maria Novella. Non per Grillo, ma per me, come italiano“. Sui parlamentari pentastellati afferma: “Sembrano bravi ragazzi, sprovveduti, vivono in un mondo diverso dal loro, sono stati catapultati in un mondo che difficilmente comprendono, quindi capisco le loro difficoltà, la loro ingenuità e anche la loro paura, perché se sbagliano, vengono subito puniti da questi loro capi che li massacrano. Non dev’essere un bel vivere“. E aggiunge: “Se il M5S prendesse il potere in Italia, avrei paura perché non conosco il loro progetto politico. E’ un movimento populista e poi chi sarebbe il punto di riferimento? Solo Beppe? No, non mi fido”. Baudo però sminuisce la presunta polemica con il comico genovese: “Ha detto che leccavo i socialisti, ma con Beppe ho fatto pace. Non ci siamo sentiti telefonicamente, ma è come se quella telefonata ci fosse stata”. E sottolinea: “Io sono un amico di Beppe. Ha detto quelle parole su di me per eccitare la campagna elettorale. E’ chiaro che cerca il consenso e poi, essendo anche un artista, è normale e naturale. E se c’è qualcuno che gli obietta, s’incavola, però poi ci pensa”. Ma precisa: “Io comunque ho dimostrato a Beppe che sono stato io ad andare via dalla Rai, mentre lui l’anno dopo era già a Sanremo e ci è stato per due anni consecutivi. Quindi, questo grande esilio dalla Rai non l’ha vissuto“. Su Casaleggio il conduttore non si esprime. Dichiara poi il suo endorsement per Renzi e sul Cavaliere afferma: “La botta della decadenza è brutta, la batosta è forte, ma l’idea di allearsi con Grillo non me l’aspettavo. E’ stato un colpo di scena traumatizzante, perché hanno idee completamente diverse: l’uno vuole la morte dell’altro e viceversa, è come sposare il diavolo con l’acqua santa”. E aggiunge: “Berlusconi non è finito, è un uomo nato per battagliare e per combattere, difficilmente si arrenderà, a meno che non abbia un risultato talmente scoraggiante che lo porterà a desistere. Lasciare il Paese? Ma perché deve andare via? Questo è il suo Paese e finchè questo Paese gli consente di stare è giusto che ci stia. Anzi” – prosegue – “mi dispiacerebbe che Berlusconi fosse costretto a lasciare l’Italia e facesse l’esiliato. No, il nostro è un Paese democratico ed è giusto che ospiti tutti