Due militanti di CasaPound aggrediti a distanza di poche ore a Parma vicino alle loro abitazioni a colpi di catena, manganelli e coltelli. Due agguati in piena regola, secondo il racconto di Pier Paolo Mora, responsabile provinciale di CasaPound Italia, che ha denunciato i fatti avvenuti tra lunedì 9 e martedì 10 dicembre riportando le testimonianze dei militanti aggrediti.

Secondo la ricostruzione, il primo episodio si è verificato intorno alla mezzanotte di lunedì nella zona di via Po, dove “diversi esponenti dell’area antagonista armati di coltello e manganelli telescopici hanno aspettato sotto casa un militante di ritorno dalla giornata passata al presidio dei Forconi”. Il giorno dopo, nel primo pomeriggio di lunedì, la seconda aggressione in via Costituente. Qui, racconta Mora, “un altro esponente del nostro movimento è stato aggredito da quattro antifascisti a colpi di catena, ancora una volta nei pressi di casa”.

Dopo la bomba carta esplosa di fianco alla sede di CasaPound a fine agosto e i danneggiamenti all’ingresso del locale avvenuti in passato, l’associazione di estrema destra finisce di nuovo nel mirino. In questi giorni i militanti di Parma hanno partecipato alla protesta del Movimento dei forconi e a questo Mora riconduce le cause delle aggressioni: “Un modus operandi ampiamente collaudato – ha spiegato – quando si deve cercare di dividere una protesta che non ha colore né appartenenza politica, se non quella della bandiera del proprio Paese. Probabilmente infastiditi dalla nostra presenza attiva nella protesta messa in atto dal Movimento dei forconi contro questa classe politica, per zittirci hanno utilizzato armi e metodi mafiosi come quello di aggredire la gente sotto casa”.

Questa volta però non c’è stata nessuna denuncia formale in Questura: “Non vogliamo fomentare il clima di odio, preferiamo dare una risposta politica. D’altra parte questi metodi non solo non ci intimidiscono, ma ci spingono a rilanciare con ancora più convinzione le nostre idee e i nostri progetti”. La risposta di CasaPound arriverà sabato 21 dicembre con un’iniziativa organizzata proprio nella sede di via Jacchia. L’obiettivo per i militanti è quello di creare un momento di confronto e di festa con i cittadini per renderli partecipi delle idee e dei progetti dell’associazione, ma la manifestazione potrebbe creare non poche tensioni nello storico quartiere “rosso” di Parma, dove da sempre gli antifascisti chiedono la chiusura della sede di CasaPound e che anche in passato è stato teatro di scontri e aggressioni da entrambe le parti.

“Sarà un momento di confronto e riflessione per dare una nostra risposta politica alle aggressioni subite – ha continuato Mora – per spiegare ai cittadini che non siamo noi a creare un clima di odio, ma che lo subiamo”. Il dito è puntato anche contro l’atteggiamento dei politici locali e in particolare il sindaco Federico Pizzarotti: “Sono mesi che noi denunciamo il clima di odio e violenza in città – spiega Mora – Da maggio chiediamo un incontro con il sindaco, ma ci ha risposto che non ci sono le condizioni. Se lui non ci vuole incontrare, incontreremo i cittadini”.