Chi ca… sono quelli coi Forconi? Ce l’hanno con tutti, vogliono mandare a casa tutti. Sembrano quelli del M5S senza wi-fi sul camion“. Così Maurizio Crozza, nella sua consueta copertina di apertura di Ballarò (Rai Tre), commenta la protesta del movimento dei Forconi. Il comico ligure esordisce commentanto la presunta “rivoluzione” dei trentenni nella situazione politica italiana: “Nel Pd c’è Renzi, un trentenne, fuori dal Parlamento, che comanda dei parlamentari sessantenni che stanno dentro. E nel M5S c’è un sessantenne fuori, che comanda dei trentenni dentro. A proposito di Grillo, ieri Berlusconi ha detto che vorrebbe allearsi con lui e con Sel per fare la legge elettorale. Quindi” – continua – “in Forza Italia c’è un ottantenne fidanzato con una ventenne che vuole allearsi con il sessantenne per contrastare il quarantenne che governa i trentenni, che hanno fatto fuori l’ottantenne che è fuori, ma che rischia di andare dentro“. E aggiunge: “Non è una guerra di generazioni, è un rompicapo. Ci hanno rotto veramente il ca…po”. Sui Forconi Crozza rincara: “Vogliono bloccare l’Italia coi tir, ma non è meglio il metodo classico, cioè farsi eleggere e bloccare il Paese? Se vuoi fare rivoluzione, per una volta fai arrivare i pendolari puntuali”. Il comico ironizza anche sui poliziotti che si sono tolti il casco e su Grillo osserva: “Lui si è impallato, ormai non sa più cosa dire da quando ci sono i forconi. Quelli vecchi ormai sembrano i 5 Stelle. Pur di rilanciare si inventa di tutto. Grillo sembra uno di quei sessantenni che si sentono ancora giovanili e sul pullman si incazzano perché i ragazzi gli lasciano il posto a sedere“. E imita il leader del M5S: “A me vuoi lasciare il posto a sedere? Vuoi far sedere a me che vado a nuoto in Sicilia? Ma io questo seggiolino te lo brucio. Ma si sono incazzati quelli coi forconi? Ma quelli incazzati eravamo noi… com’è possibile? E anche loro… coi Tir sono vecchi… ancora coi Tir siete? Ma le merci devono andare in streaming“. Crozza indossa anche i panni del nuovo capo della Lega, Matteo Salvini, sul quale osserva: “E’ un uomo preciso, indossa sempre felpe con la scritta “Milano” per ricordarsi dov’è“. Gran finale con la versione crozziana di Matteo Renzi e con il suo mantra “signori miei”. E proprio sul sindaco del capoluogo toscano il comico sottolinea: “Ha festeggiato la vittoria delle primarie del Pd in un posto esotico, dove non è mai stato. Ha preso sua moglie ed è andato a Firenze