In fatto di attributi Madre Natura è stata inequivocabilmente generosa. Nessuno si è mai lamentato pubblicamente dell’esiguità della propria dotazione. Anzi alcuni si compiacciono di esibirli (per lo più figurativamente) in pubblico (Craxi era un cultore della materia), corredati dalla specifica sul metallo (o sulla lega) in cui sarebbero stati forgiati.

Eppure le autocertificazioni sollevano sempre un certo scetticismo in chi leopardianamente sa che la Natura tende ad essere matrigna. Difficile dunque dissipare il punto interrogativo, soprattutto se coinvolge l’inquilino di Palazzo Chigi. Sarà vero acciaio?

Le sentenze affidate ai posteri nell’era della gratificazione istantanea non sono proponibili: allora vediamo se si riesce a proporre un test che, in onore del mercenario che ne aveva fatto uno stendardo (un brand, si direbbe oggidì) della sua compagnia di ventura, chiameremo il Test Colleoni.

Con le elezioni, che dopo la bocciatura del Porcellum, potrebbero essere imminenti, si impone una legge sul conflitto di interesse e sul monopolio televisivo, come il Pd ha promesso da tempo immemorabile, senza mai battere un chiodo, non dico d’acciaio, ma nemmeno di latta. Letta, ormai sottratto alla tutela del padrone di Dudù, mostri di che tempra sono gli attributi che ha vantato all’Irish Times, e presenti in Consiglio dei Ministri un Decreto Legge per regolare la materia.

Se i suoi esperti giuridici fossero troppo inebetiti dall’inattività a cui li ha costretti in questi lunghi mesi di governo inconcludente suggerisco tre princìpi:

1) Nessun soggetto privato può controllare direttamente o indirettamente più del 10 per cento di un canale televisivo a diffusione nazionale.

2) Nessuna società pubblica o privata può controllare più di un canale televisivo nazionale.

3) Nessun cittadino che abbia il controllo diretto o indiretto di una società quotata in Borsa o con un fatturato superiore al miliardo di euro può ricoprire cariche di governo nazionale o regionale.

Non sarebbe  accettabile che dopo venti anni di abusi plateali, che alle prossime elezioni Berlusconi continui a godere di una truppa d’assalto mediatica con cui attaccare e ricattare avversari politici, ex lacchè o semplicemente coloro che non sono schierati dalla sua parte. Prima di andare alle elezioni, anzi prima di varare una nuova legge elettorale, si impone di ripristinare un minimo di agibilità democratica per consentire che gli spazi televisivi siano distribuiti in modo uguale a qualsiasi formazione indipendentemente dai voti riportati.

Bersani, durante il governo Monti non capì (come del resto tutti i caporioni del Pd che hanno dimostrato una indefessa tendenza a sovrastimare i propri attributi) l’importanza della questione (nonostante gli fosse stata ricordata pubblicamente proprio su questo blog) e a febbraio ne ha pagato pesantemente le conseguenze. Tuttavia non sarebbe equo sottoporre al Test Colleoni il solo Letta. Gli squilli di tromba che si odono da Firenze e che promettono sfracelli dal fatidico 9 dicembre debbono essere sottoposti ad un analogo test. Del resto anche per rottamare occorrono strumenti di non banale consistenza.

In parole povere, vorremmo sapere da Renzi come intende garantire l’assetto del sistema informativo e il ripristino delle condizioni minime per una campagna elettorale senza che nessuno goda di posizioni dominanti. Oggi in Parlamento c’è una maggioranza (almeno in teoria) pronta a limare la dentatura del Caimano. E’ intenzionato il neo-Segretario a cogliere l’occasione o si limiterà a risciacquare il Dalemoni in Arno?

Saremmo davvero delusi nello scoprire che la Natura è stata crudelmente matrigna e, a dispetto delle rodomontate, abbia concesso solo due fragili ovetti di quaglia, uccello famoso per il salto.