Andare in tv? Non riuscirei mai ad andare da Barbara D’Urso. Da Santoro mi piacerebbe andare quando sarà il momento, a Ballarò meno. Lilli Gruber mi piace, ma Formigli no, non mi piace com’è impostata la sua trasmissione, non mi piace che siano trattati tantissimi temi in due o tre ore di puntata”. Lo afferma la deputata del Movimento 5 Stelle, Giulia Sarti, intervistata da Natascha Lusenti nella trasmissione “Taxi Populi”, in onda su La3. La parlamentare nega che la sua critica a Corrado Formigli abbia attinenza con le frasi intercettate a Giovanni Favia, durante una sua intervista rilasciata a Gaetano Pecoraro per “Piazzapulita” (La7). E spiega: “Quello che disse Favia è vero in parte. Poteva essere vero in quel momento per quelle che erano le sue sensazioni. Oggi, dopo un anno, penso che la situazione sia notevolmente cambiata, perché è stato importante entrare nelle istituzioni. Beppe Grillo” – continua – “è una vera forza della natura, Casaleggio è la testa, è quello che ha l’occhio lungo, che vede tutto in prospettiva. Io, come tanti miei colleghi, mantengo la mia libertà e autonomia“. La deputata aggiunge: “Non siamo i seguaci di Beppe Grillo, siamo persone che ci hanno messo la faccia per cercare di dare il nostro contributo nelle istituzioni a tempo determinato. Essere additata come grillina dà fastidio: io sono Giulia e faccio parte del M5S, punto”. Riguardo all’impeachment a Napolitano, la Sarti dichiara che il M5S sta valutando se ci sono i presupposti giuridici. E si pronuncia su due dei tre candidati alle imminenti primarie del Pd: “Non tifo per nessuno, ma Renzi è quello che sicuramente stimo e mi piace meno. Dice molte bugie sul nostro conto, penso che sia una scatola vuota di contenuti, un venditore di fumo. Ci scimmiotta in maniera incredibile, non penso che sarà capace di cambiare il partito in positivo”. La Sarti rincara: “Renzi non mi spaventa, lo aspetto al varco, sono fiduciosa che, se vincerà lui, il terreno di scontro sarà molto carico. Se diventasse il segretario del Pd, non ci sarebbe assolutamente nessun asse Pd-M5S“. E su Cuperlo osserva: “Ha messo nel suo Pantheon Enrico Berlinguer, che mi manca tanto. Se è così, si faccia un esame di coscienza di quello che succede all’interno del suo partito”  di Gisella Ruccia