La Dyanet, la Direzione Affari Religiosi turca è preoccupata. Ha scoperto che il 42enne Ahmet Muhsin Tuzer, imam della moschea di Pinarbasi, suona il rock. E, spesso, anche l’heavy metal. Una passione che potrebbe non essere compatibile con la sua “professione spirituale”. Come se frequentare questo genere musicale compromettesse la qualità della fede di Tuzer e la sua capacità di diffonderla. Per scoprirlo, gli interpreti massimi della dottrina islamica, riuniti permanentemente nel Dyanet – una sorta di ministero degli affari religiosi che gestisce le 90mila moschee del paese – hanno lanciato un’inchiesta. Che, secondo gli analisti della progressiva islamizzazione della Turchia, si concluderà quasi sicuramente con il licenziamento del capelluto Tuzer, dipendente stipendiato della Direzione. Il muezzin rockettaro, di giorno canta dal minareto della moschea per ricordare ai fedeli di inginocchiarsi verso la Mecca e pregare, ma di sera si scatena con la sua band, la FiRock, suonando e cantando i pezzi dei suoi gruppi preferiti: Pink Floyd, Iron Maiden e Metallica. Pur non disdegnando di salire un giorno sul palco con Madonna. È davvero difficile tuttavia che Tuzer possa duettare in futuro con la cantante dal nome blasfemo. Mentre è quasi certo che farà un altro concerto, molto più affollato di quello dello scorso agosto nella città di Kas, davanti a un migliaio di spettatori. È sempre più famoso, e la sua storia è finita su notiziari e giornali dell’opposizione.

I partiti kemalisti criticano questa “inchiesta” e la spiegano come l’ennesima prova della cavalcata verso l’islamizzazione forzata del Paese da parte del partito di governo, l’islamico, un tempo moderato, Akp del premier Tayyip Erdogan. Tuzer, che è sunnita, come la maggioranza dei turchi, ma si ispira al sufismo, cioè alla interpretazione mistica, liberale e tollerante, dell’Islam, si difende sostenendo che con il rock avvicina la gente a Dio. “L’immagine dell’Islam nel mondo soffre. Dobbiamo dire che uno dei nostri grandi valori è la tolleranza, che bisogna accettare ogni essere umano come è. Sono sicuro che se il profeta Maometto fosse vivo approverebbe quello che sto facendo”, ha spiegato ai microfoni di Al Jazeera. Il musicista aveva già infastidito i suoi colleghi– gli imam sono dipendenti pubblici – sposandosi con Mara, una ragazza turca di religione cristiana, convertitasi poi al sufismo. Dopo il single Mevlaya Gel’ (Vieni con Dio), ora Tuzer sta lavorando al suo primo album. E se lo licenzieranno, farà ricorso in tribunale.

il Fatto Quotidiano, 6 Dicembre 2013