“Di certo non moriremo giornaliste. Altrimenti moriremo di fame”. La battuta è di Benedetta Lignani Marchesani, dissacrante penna di costume. Mentre l’editoria muore di morte lenta e il costume si è fatto più scostumato, lei si è data al marketing. Intanto di se stessa. E per il suo compleanno si è festeggiata al Vicolo88 in via dell’Orso a Roma. Quello che lei chiama un buco, un piccolo “corridoio”, in realtà è un carinissimo boutique-restaurant che sembra un salotto nel ventre del centro storico. E “street party” fu, una festa on the road, un viavai di 300 amici dalle 20 alle 2 di notte, sollazzati da dj napoletana, Fulvia Irace, arrivata da Londra (sempre gagliardi ‘sti napoletani). “Questa crisi? Che barba, che noia…”, in coro gli invitati, in piedi, per strada. “Un po’ wild, un po’ pop, con in mano i Martinis!, al plurale e con punto esclamativo”, ci tiene a precisare Ben. Preparati da Fabio Cortese (altro giornalista Rai “disoccupato”, adesso barman per diletto & necessità), i suoi mini Martinis! sono un mix di polvere d’oro, assenzio, aceto balsamico, anice stellato con scorzetta di limone, serviti in piccoli bicchieri piccoli. Una carezza sulle labbra per Sonya Khel e Yvonne Sciò.

“Tempi di crisi sì, ma che senso ha piangersi addosso. Si fa festa low cost, senza quella obsoleta e ridicola pompa magna che – spiega Ben – fa tanto cafonal! In questi mesi cupi e teraputico uscire, vedere gente, fare comune senza dilapidare grandi soldi e soprattutto ridere. Il buonumore è fondamentale. E, io, in fondo, con i miei festini mi sento una benefattrice”. E continua: “Lo spirito è che i maxi locali e i ristoranti (troppo cari) sono out, meglio i piccoli posti segreti, un po’ carbonari, per adepti doc. Così ho voluto festeggiare il mio compleanno, la cosa buffa è che tutti stanno sempre per strada, bicchierino in mano, davanti all’entrata di Vicolo88 e raramente dentro. Vince sempre il dèhors”. Sul come valorizzare il déhors (il di fuori) Gianmarco Chieregato è un maestro. E’ imperativo, la mostra capitolina a Palazzo Azimut (fino al 19 dicembre) va vista! E non solo perché è il fotografo delle celebrities (anche se lui detesta che gli si appiccichi addosso questa etichetta), ma anche perché si è molto occupato di campagne sociali con signorine famose (lotta al cancro, adozioni a distanza, Aids, bambini down, Tibet, etc.etc.).

Il nome dell’esposizione, poi, è accattivante “La vie en rose”, visto i tempi che più bui non si può. Chieregato vanta anche un altro primato da mission impossible: è riuscito a fare apparire quasi irresistibile il Berlusca. Fa sognare il lato B di Martina Stella (i francesi direbbero la chute de reins, mais oui!), da accarezzare virtualmente. Il lato A con strabordante décolleté di Luisa Ranieri è da peccato. La testa calva, teatrale di Anna Orso è una meraviglia. Sembra la Venere di Milo l’attrice sabauda Zanier Manuela. La noblesse obblige c’era tutta da Sophie Habsburg a Paola Gaetani, da Nicoletta Romanoff passando per Sandra Carraro allo chef presenzialista Filippo La Mantia. Già, perchè il massimo non è avere un chef pluristellato che venga a deliziare i palati degli ospiti ma averlo tra gli ospiti. Ci ha pensato Arturo Artom, per alcuni comunicatore a tutto tondo, per altri esperto di “scalate”. Per la sua tartufata annuale ha invitato Davide Oldani, ex pupillo gourmet di Gualtiero Marchesi, che si trovava completamente a suo agio tra la migliore aristocrazia meneghina e amministratori delegati di ultima nomina come Francesco Casoli, presidente del gruppo industriale Elica, e Giuseppe Colombo, consigliere delegato di Gallo maglierie. Il suo slogan di questi tempi molto apprezzato è “Felicità è una toppa sul calzino”. Mentre annusava una pioggia di tartufo bianco su tagliolini fumanti (ndr. Per la cronaca: chi scrive non è stata invitata all’abbuffata! Peccato) twitter@piromallo