Del maiale non si butta niente, del porcellum la Consulta ha buttato quasi tutto“. Così Marco Travaglio esordisce nel suo editoriale, incentrato sulla bocciatura della legge elettorale da parte della Corte Cotituzionale. Il vicedirettore de “Il Fatto Quotidiano” definisce “fuorilegge” il porcellum sin dal 2006 e spiega che anche la Consulta, essendo eletta per un terzo dai Parlamentari incostituzionali, è incostituzionale. Illegittima è anche la doppia elezione di Napolitano a presidente della Repubblica. E sottolinea che “in otto di spetazzamenti il porcellum ha lordato il Parlamento” e che quindi sono incostituzionali la prima Repubblica, la seconda, l’elezione di Napolitano e il governo. “Sembra la canzone di Jannacci” – afferma Travaglio – “«È la consulta che gli ha portato via legge elettorale, Parlamento, governo». La prima Repubblica era crollata in due anni. La seconda s’è sbriciolata in una settimana. Napolitano pensava di dettare le sue condizioni, proteggendo la politica e minacciando le dimissioni. Sono passati 227 giorni e nessuna condizione si è avverata. Ma lui non si dimette“. E sottolinea: “Le intese del governo Alfetta, già strettine dopo l’uscita di Forza Italia, senza premio sono intese bonsai. In un Paese serio il governo si dimetterebbe: il tempo di ripristinare il mattarellum e poi tutti al voto. Ora però non si dimette nessuno e diranno che il governo ha salvato il Paese con una salvezza a cascata, nonostante un aumento dei disoccupati e del debito pubblico, con il governo Letta che ha passato sette mesi ad abolire l’Imu. Viene il sospetto” – conclude – “che se Napolitano e i suoi governi smettessero di salvarci, ci sentiremmo un filino meglio