La Corte Costituzionale  ha mandato un forte monito al Parlamento o ha fatto una nuova legge elettorale “tagliando” pezzi del Porcellum come si fa coi referendum abrogativi? O addirittura ha modificato o sciolto il Parlamento in carica? Cominciamo a dire che la incostituzionalità dell’attuale Parlamento è un’opinione più o meno fondata ma non è un fatto. Quando siamo andati a votare sapevamo con che sistema andavamo e non ci sono stati brogli. Questo Parlamento potrebbe anche (e non credo certo che sarebbe una buona cosa…)  durare 5 anni. La sentenza della Corte Cost non lo può modificare. Come si potrebbero indicare altrimenti chi sono i parlamentari, visto che non sono state espresse le preferenze?

Il problema – ovvero il dubbio – è uno solo: quale legge elettorale entra in vigore dopo la sentenza della Corte Costituzionale? Mi piacerebbe che avesse  ragione l’avvocato che ha dato vita al ricorso poi risultato vittorioso, il quale pensa che torni in vigore il Mattarellum, cioè una legge che ha permesso comunque di individuare e indicare  una maggioranza senza “larghe intese” . Ma così sarebbe , penso, se la Corte avesse bocciato tutto il Porcellum. Invece avendo detto – questa è una cosa che dal comunicato si capisce bene – che sono incostituzionali l norme sul premio e quelle sulle non-preferenze e non avendo, ovviamente, legiferato, sembra di capire che sia in vigore un proporzionale vecchio stile con le preferenze.

Ma non ne sarei così totalmente sicuro. Quante  preferenze l’elettore può esprimere? Come si assegnano i seggi? C’è o non c’è uno sbarramento? Che senso ha la indicazione delle alleanze e del capo della coalizione – previste dal Porcellum – in assenza di un premio di maggioranza? I seggi si assegnano ancora in base ai voti della coalizione e poi si dividono tra i partiti che ne fanno parte?
La speranza è che davvero la Corte, anche se a colpi di cannone, abbia voluto spingere il Parlamento a legiferare, altrimenti c’è il rischio che si torni a un sistema proporzionale che perpetuerà le larghe intese con la conseguente  nascita di un bari-centro se non grande centro. Questo – che chiamo ritorno – sarebbe un quadro istituzionale  non certo propizio a  riforme di tipo sociale  ambientale o di diritti civili.

Non avrebbe  neanche  il vantaggio di dare stabilità, perché a livello nazionale si potrebbe aprire una stagione di spartizioni e conflitti continui, mentre  le Regioni quelle sì sarebbero delegittimate, dato che si eleggono finora con premio di maggioranza a turno unico, così come la maggior  parte dei comuni  italiani. Dopo il casino aperto sulle Province – che rischia di produrre solo confusione e campanilismi –  si manderebbe in crisi politica tutto il sistema degli Enti Locali in cui vige il maggioritario.  

Ma… per fortuna che Silvio c’è e che Grillo dopo la sentenza  della Corte propone il Mattarellum (perché essendo anch’egli un po’ mattarellum pensa di poter vincere in questo modo le elezioni) e che Renzi è ambizioso e vuole fare il Renzi 1 e non il Letta 2: grazie a queste tre spinte speriamo di poter evitare il ritorno al proporzionale. Ognuno di noi naturalmente ha le sue convinzioni su queste materie. La mia  è che sarebbe bastato e basterebbe abolire il Senato, o almeno trasformarlo come in Germania, e concentrarsi di  più sui problemi sociali ambientali ed economici in cui  viviamo.