Rovente scontro tra Andrea Scanzi e Rosario Crocetta durante il talk show di approfondimento “Otto e mezzo”, su La7. Al centro del dibattito, al quale partecipa anche il giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella: gli sprechi della regione Sicilia e gli esosi stipendi dei dipendenti. Il governatore della Regione smentisce categoricamente di guadagnare più di Obama e dichiara quanto percepisce per il suo incarico, attraverso una spiegazione così arzigogolata da spingere la conduttrice Lilli Gruber a commentare: “Non ho capito niente“. Stella fa notare che il punto più grave è rappresentato dall’abnorme stipendio dei funzionari della regione siciliana: 650mila euro lordi all’anno. Crocetta insorge e afferma che “tutti” i cittadini si fidano di lui, perché sanno che gli sprechi della Regione non sono colpa sua. “Se tutti avesso ancora fiducia di Crocetta” – osserva Scanzi – “ci sarebbe ancora l’appoggio del Movimento 5 Stelle“. “Ah, quello è il bollino blu”, replica il presidente della Regione. “No” – continua il giornalista de “Il Fatto Quotidiano” – “ma Giancarlo Cancellieri del M5S disse, rivolgendosi a lei e al suo partito: ‘Seduceteci'”. “Io non voglio essere sedotto da questi 5 Stelle” – commenta Crocetta – “fino ad ora le loro proposte innovative non le ho viste”. “Lei è andato in tv tante volte, come ora” – osserva Scanzi – “ad affastellare numeri e a dire che avreste abbattuto i costi della politica. Ha preso tanti applausi, ma lo ha fatto questo? Mica tanto”. E menziona la vicenda Muos, sulla quale il governatore si difende, affermando che, come sempre, la regione siciliana non c’entra niente e sbotta: “Io faccio atti amministrativi, non il giornalista”. “Sì, ma sembra che lei faccia il presidente della regione a sua insaputa” – replica il giornalista – “dice che non può fare niente per l’abbattimento dei costi della politica, né per il caso Muos. Come fa a fare il presidente?”. Crocetta continua a sciorinare i meriti del suo mandato e dichiara, rivolgendosi a Scanzi: “Tutto questo sembrerà poco al M5S, perché loro manco sanno di che parlano quando discutono del sistema di corruzione. Prendo atto che lei non è un giornalista, ma è un rappresentante dei 5 Stelle. Io non sono ideologico come lei, che ha questo schemino fisso del M5S e del Pd“. “Lei è uno che ha attraversato tutto l’arco costituzionale della sinistra” – replica la firma del Fatto – “e adesso parla di moralizzazione della politica, avendo l’Udc accanto. Ma di cosa sta parlando? E’ sempre colpa degli altri, secondo lei. E’ da 20 minuti che sta dicendo una grandinata di sciocchezze e si sta arrampicando sugli specchi, con scarsissimi risultati”. Nel finale, altro match quando, alla domanda di Stella circa una possibile alleanza con Alfano e gli “alfaniani”, Crocetta risponde: “Io sono molto laico, questi discorsi ideologici non mi interessano. Se gli alfaniani condividono un provvedimento, non c’è niente di male. Quello è il sistema del “fare”“. “Ma sì, prendiamo tutto”, commenta ironicamente Scanzi. “Naturalmente” – insorge il governatore, indicando il giornalista del Fatto e gesticolando nervosamente – “lui ha lo schemino con cui deve fare la rivoluzione con il M5S“. Poi nel dietro le quinte, Crocetta ha continuato a ripetere contro Scanzi: “Lei è ideologico”. E il giornalista ha replicato: “Lei si è presentato in un’alleanza che comprende una moltitudine di partiti, compreso l’Udc di Cuffaro e dà dell’ideologico a me? Abbia un po’ di ritegno”  di Gisella Ruccia