Oramai sono arrivati al trentesimo giorno di presidio. Sono gli operai che lavorano ai centri di smistamento e meccanizzazione postale di tutto il Paese. Ieri sit-in agli impianti di Roma Fiumicino e Milano Peschiera Borromeo. I lavoratori  – si legge in un comunicato – chiedono a Poste italiane, a Selex es (cui è stato affidato l’appalto) ed a Ph facility (che nel contesto gestirà le attività di manutenzione) di confermare i livelli occupazionali e retributivi, nonché il contratto metalmeccanico per coloro che sono coinvolti. I quali, “altrimenti, non sono disposti a lasciare il presidio”. Da oggi, inoltre, sarà intrapresa l’iniziativa legale. La situazione sta provocando disagi agli utenti, perché “la posta in giacenza si sta accumulando e sta arrivando con enormi ritardi”. Disagi documentati anche in una recente inchieste de Il Fatto Quotidiano. Il 12 dicembre la Fiom protesterà davanti alla Presidenza del Consiglio, anche per domandare nuove regole sugli appalti, chiedendo l’eliminazione del “massimo ribasso”.