“Ci sono celle con letti a castello che hanno addirittura cinque o sei piani. Io vivrei nell’ansia di cadere di sotto”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri durante un convegno dell’Università di Bergamo sul sistema penitenziario in Italia. Il Guardasigilli ha ricordato l’impegno del governo per rispondere alla situazione carceraria, oggetto di una procedura di infrazione europea che grava sul nostro Paese. “I percorsi sono tre: la riforma del carcere preventivo, quella dell’organizzazione interna e le misure alternative per stranieri e tossicodipendenti”, ha spiegato la Cancellieri, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni sul caso di Federico Perna, il detenuto tossicodipendente deceduto a Poggioreale, malato da tempo e mai ricoverato. La madre del ragazzo, in polemica con il ministro per la vicenda Ligresti, ha pubblicamente chiesto il suo numero di telefono. “C’è un’indagine in corso, aspettiamo di capire”, si è limitata a dire il Guardasigilli. Sul tema del sovraffollamento, poi, la Cancellieri ha annunciato che sono già stati appaltati lavori per 12mila nuovi posti che saranno pronti a inizio 2015. Infine, rispondendo a una studentessa, ha auspicato che provvedimenti come amnistia e indulto vengano presi presto in considerazione. “Ci deve pensare il Parlamento. Ma io me lo auguro, perché per la prima volta sarebbero accompagnati da riforme che cambieranno l’intero impianto giuridico e penitenziario”  di Franz Baraggino