Tuo marito si dà fuoco davanti all’Agenzia delle Entrate della tua città, perché non può pagare le tasse. Tu non hai lavoro, assisti la madre malata, sopravvivi con meno di 500 euro al mese – ovvero con la pensione di reversibilità di cui sei diventata titolare proprio a causa di quel gesto impossibile, compiuto, forse, in un’ultima disperata speranza di essere una figura testimoniale – e dopo un anno e mezzo ti vedi consegnare una cartella in cui Equitalia ti intima di versare oltre 60mila euro di Irpef, Iva e altre imposte arretrate: quelle addebitate a tuo marito.

liebig-figurineHai scritto al Papa, al Presidente della Repubblica, a molti politici, e nessuno ti ha risposto. I media ti mostrano favole di Natale dickensiane, o cartoline degli States degli anni Cinquanta: il Papa che fa elemosina di notte in giro per Roma; tre giovani dirigenti dal sorriso kennediano che si contendono le primarie di un partito che non sa più nemmeno vedere la tua esistenza; Ruby, la Pascale e Dudù, come figurine dei dadi Liebig.

Che paese è, quello in cui viviamo, visto attraverso gli occhi della signora Tiziana Marrone, vedova di Giuseppe Campiello, che il 28 marzo 2012 si tolse la vita lasciando un biglietto in cui pregava lo stato di “lasciare in pace” almeno sua moglie? Che paese è, quello che procede implacabile a braccare i suoi cittadini?

É la legge, d’accordo. Ma quando uno stato deve fermarsi a ripensare le regole, prima di diventare uno stato criminale?