Quando ci si ferma un attimo a riflettere su ciò che accade fuori dai nostri confini si realizza ancor di più l’assurdità di molte situazioni nostrane che definire “anomale” sarebbe quantomeno riduttivo. Veniamo ad alcuni esempi di queste ultime settimane:

SPD vs PD (quando manca la S di “sinistra”)

GERMANIA: Dopo due mesi di intense trattative (non sottobanco come da noi) e solo dopo che gli iscritti avessero dato il loro consenso, la Spd (Partito Socialdemocratico Tedesco) e la Cdu (Unione Cristiano Democratica) di Angela Merkel sono arrivati ad un accordo per poter formare un governo insieme (alla luce dei risultati elettorali dello scorso settembre che non permettevano al partito della Cancelliera tedesca di governare da solo). Chiave di volta di questo accordo: il reddito minimo garantito (nel programma della Spd ma sempre osteggiato dalla destra tedesca). Dal 2014 grazie all’Spd in Germania non si potrà essere pagati meno di 8,50 euro l’ora.

Un po’ come se in Italia il Pd avesse posto uno dei punti del suo programma come condizione per sostenere un governo con il Pdl (sugli F35 ad esempio, poi puntualmente violato)

RESPONSABILITA’ Vs FATALITA’

LETTONIA: A Riga, la capitale, il 22 novembre scorso crolla il tetto di un supermercato uccidendo 54 persone. Quello che in Italia sarebbe subito stato etichettato come “incidente” o una “fatalità” viene definito senza indugi dal Presidente lettone come “omicidio”.

Il pensiero va subito alla casa dello studente dell’Aquila o all”‘incidente” ferroviario di Viareggio. In quest’ultimo i morti furono 33 ma non solo il nostro Presidente non lo ha mai definito “omicidio”. Per far capire da che parte fosse lo Stato (che, sempre in teoria, dovremmo essere noi) NON si è costituito parte civile.

Ma questi lettoni devono proprio essere particolari. Mercoledì 27 novembre infatti il Primo Ministro Valdis Dombrovskis ha rassegnato le dimissioni. No, non apparteneva al “piecu zvaigžņu kustība” (MoVimento 5 Stelle lettone) ma a un partito conservatore. Non aveva costruito lui l’edificio né aveva responsabilità nella concessione di qualsivoglia autorizzazione a costruire o verifica della staticità dello stabile. Eppure si è dimesso. Come Primo Ministro ha considerato sua la Responsabilità Politica di quel crollo e di quelle vittime.

Non vi sembra di rivedere Angelino Alfano, ministro degli Interni del caso Shalabayeva o ancora Annamaria Cancellieri, Ministra dell'(in)Giustizia che tanto si prodigava al telefono con i Ligresti per fare “tutto quanto in suo potere” affinché la loro povera figlia Giulia uscisse dal carcere? Con una piccolissima differenza certo, loro non si sono dimessi, ma son rimasti fermamente sulla loro poltrona, difesi dal Presidente del Consiglio Letta e da quello della Repubblica Napolitano.

Evidentemente la parola “responsabilità” in Italia ha un significato molto diverso rispetto al resto del mondo.

@adambra