La procura regionale della Corte dei conti ha aperto un fascicolo sui costi del Tav Torino-Lione. Lo hanno comunicato il presidente dell’associazione Pro Natura Piemonte Mario Cavargna e il consigliere comunale di Condove (Torino) Alberto Veggio, i due firmatari dell’esposto che sottopone all’attenzione dei magistrati dubbi e incongruenze degli accordi tra Francia e Italia.

Dall’esame dei documenti di trattati, intese e accordi internazionali sul progetto Cavargna e Veggio hanno trovato alcuni punti incerti che riguardano il tratto comune (quello che dovrà essere pagato al 57,9% dall’Italia e al 42,1% dalla Francia) della linea ad alta velocità. Nell’accordo di Roma del 29 gennaio 2012 è stata aggiunta a questo percorso un segmento di 33 km (in territorio francese, tra Saint Jean De Maurienne e Montmelian, vicino Chambery) che dovrebbe essere pagato al 57,9 % dall’Italia. Questa variazione non prevista dagli accordi precedenti “pone a carico del Governo italiano la spesa di circa due miliardi di euro”, si legge nell’esposto. Siccome l’accordo di Roma è soltanto tra Italia e Francia, non è detto che l’Ue finanzi una parte della realizzazione. Inoltre “non si capiscono le ragioni e le contropartite che possono avere originato un impegno italiano di tale consistenza”.

Per questa ragione Pro Natura e il consigliere Veggio, nell’esposto presentato lo scorso febbraio, chiedevano alla magistratura di “verificare l’ammontare del danno erariale causato dall’accordo sottoscritto a Roma il 29 gennaio 2012” ed eventualmente di sospenderne la validità. Nel frattempo l’accordo è stato ratificato il 12 novembre scorso alla Camera, nonostante i tantissimi emendamenti depositati dal Movimento 5 Stelle e da Sel. In occasione del voto Laura Castelli del M5S aveva sollevato in aula i dubbi relativi all’aggiunta dei 33 km nuovi alla tratta comune con l’aumento di costi per lo Stato italiano: “Visto che il relatore di maggioranza della commissione bilancio aveva rilevato delle discrepanze sui costi, io avevo fatto mettere l’esposto agli atti, in sede di ratifica – spiega lei -. Avevo segnalato il fatto che la denuncia era ferma da molto tempo, cosa che ho ribadito in aula”.

Di recente la procura contabile ha assegnato un “numero di posizione” all’esposto che, spiegano i denuncianti, “consente da ora di convogliare presso un unico fascicolo i numerosi rilievi sulle irregolarità del cantiere e del progetto”. Sono già soddisfatti di questo primo passo. Per loro l’apertura del fascicolo “risulta di grande importanza” anche perché, affermano in un comunicato, riguarda “anche i costi di allestimento del cantiere della Maddalena”. Veggio e il gruppo consiliare “Buongiorno Condove” avevano già sottolineato in passato le incongruità delle spese dell’allestimento del cantiere denunciando le irregolarità delle procedure e dei costi. Adesso sperano che pure questi rincari siano vagliati dalla procura. “L’intervento di una magistratura di così alto prestigio non può che essere positivo – afferma Cavargna – perché solo se c’è fiducia nella giustizia gli animi si rasserenano, mentre negli ultimi anni si è fatto molto per provocarli”. La deputata Castelli ritiene positiva l’apertura dell’indagine: “Spero che i magistrati procedano in fretta”.