I militari della Guardia di finanza si sono presentati nella mattina di giovedì 28 novembre a Palazzo d’Accursio, sede del Comune di Bologna, per acquisire degli atti riguardanti la fusione tra Atc, la ex azienda dei trasporti cittadina e Fer, la compagnia ferroviaria regionale. Una operazione che aveva portato nel febbraio 2012 alla nascita della società Tper, partecipata anche dalla Regione Emilia Romagna. E l’indagine, coordinata dalla procura di Bologna, ha già il suo primo indagato: Francesco Vella, presidente di Atc tra febbraio e giugno 2012, proprio nei mesi in cui andava chiuso il bilancio 2011, l’ultimo per l’azienda che andava a fondersi. Vella, il cui nome risulta dal decreto di perquisizione presentato oggi in Comune, è anche stato consigliere di amministrazione di Unipol gruppo finanziario ed è docente di Diritto commerciale all’Università di Bologna.

L’inchiesta, in mano ai pubblici ministeri Giuseppe Di Giorgio e Manuela Cavallo, nasce da un esposto di 80 lavoratori Atc, per lo più accertatori della sosta, che dopo la nascita di Tper, si erano ritrovati a rischio del proprio posto di lavoro a causa delle esternalizzazioni nel settore. Per questo motivo, oltre alle cause al tribunale del lavoro, avevano chiesto anche alla magistratura di fare luce su quella fusione. A destare sospetti erano soprattutto i conti del bilancio 2011 con cui Atc si era presentata all’appuntamento del matrimonio con Fer.

Gli stessi revisori del bilancio Atc, nella relazione finale parlarono di conti caratterizzati “da molteplici incertezze”. Il cda di Atc aveva infatti messo in atto una serie di operazioni straordinarie, che avevano portato a un sostanziale pareggio. La prima – come ha scritto a marzo 2013 un articolo della pagina locale di Repubblica – “è ottenuta allungando il tempo di vita di bus e filobus in circolazione (risparmio tre milioni di euro); la seconda prosciugando una serie di vecchi fondi rischi (altri 2,8 milioni di euro). Tra questi rientrano anche quelli per la riconversione industriale (oltre un milione) e quelli legati alla legge 336 degli anni Settanta che tutela gli ex reduci di guerra tornati al lavoro nelle società pubbliche”. Senza queste operazioni l’Atc, presieduta in quei mesi proprio da Francesco Vella, si sarebbe seduta al tavolo della fusione con un notevole debito. Anche su queste operazioni i pm e la Guardia di Finanza stanno cercando di fare luce in queste ore.