A incastrare gli aggressori potrebbero essere le telecamere a circuito chiuso della zona o il video girato col telefonino da una passante. Due giovani militanti del Fronte nazionale, organizzazione di estrema destra, sono stati attaccati martedì 26 novembre in zona universitaria di Bologna, da un gruppetto di giovani che, secondo gli investigatori, potrebbero appartenere ai collettivi universitari. Il fatto è avvenuto in pieno giorno intorno alle 12:30 mentre i due ragazzi, secondo la denuncia presentata ai Carabinieri, distribuivano ai passanti un volantino e raccoglievano delle firme contro il degrado della zona universitaria.

Due i momenti della aggressione. Secondo quanto raccontato da una delle vittime, una 22enne di Bologna, un gruppo di sette studenti, tra cui quattro ragazze, ha intimato loro di andare via al grido di “fascista”, portando loro via anche il foglio con le firme di chi aveva aderito alla loro “campagna antidegrado”. Poco dopo il gruppo è tornato una seconda volta e qui la ragazza ha raccontato di essere stata tenuta per i capelli e avere ricevuto un calcio da un’altra giovane. L’altro militante del Fronte nazionale sarebbe stato invece colpito con un pugno sulla spalla. I due neofascisti a questo punto si sono allontanati da via Zamboni seguiti dagli aggressori che, secondo la denuncia ai carabinieri, sono poi entrati al civico 38 di via Zamboni, dove il Cua, il Collettivo universitario autonomo ha occupato un’aula.

“Si tratta di un’odiosa azione squadrista”, ha detto il procuratore aggiunto Valter Giovannini. La procura di Bologna indaga per quattro reati: lesioni, minacce, rapina (per i volantini e le firme ‘sequestrati’ dagli aggressori) e ingiurie. “Riteniamo di essere in grado di identificare gli autori dell’aggressione – ha detto Giovannini che poi ha concluso riferendosi alla zona universitaria: “Quel territorio è di tutti i cittadini”. Molto lievi le conseguenze dell’azione: la ragazza, che si è fatta visitare in ospedale, ha riportato traumi guaribili in quattro giorni, mentre il secondo attivista non si è fatto visitare.

I militanti del Fronte nazionale al momento dei fatti volantinavano contro il “degrado della cosiddetta zona universitaria” che – si legge nel volantino – “ha raggiunto ormai da troppo tempo livelli tali da compromettere la tutela della cittadinanza”. Poi il documento termina con un proclama: “Il Fronte nazionale scende in strada ‘armato’ di qualche flyer e di buona volontà per provare a intaccare il muro dell’illegalità e la situazione da Far west di piazza Verdi e dintorni”. Non è un caso che il gruppo si trovasse a volantinare in questi giorni: dopo essersi staccato dalla Destra di Francesco Storace Fn è stato ‘rifondato’ nel 2013 da Adriano Tilgher (condannato negli anni Settanta per tentata ricostituzione del partito fascista), e sta provando a rimettere radici in diverse città d’Italia.

Il Cua – su cui gli inquirenti hanno puntato l’attenzione – ha pubblicato su Facebook, a 24 ore esatte dai fatti, quella che se non è una rivendicazione, è comunque un atto di solidarietà all’azione: “Nella mattinata di martedì 26 novembre un gruppetto di neo-nazisti si è appostato con un banchetto in via Zamboni, nei pressi di piazza Scaravilli, esibendo in maniera provocatoria delle fotografie che ritraevano esponenti dei collettivi universitari, provando a propagandare le loro idee razziste e xenofobe nel cuore della zona universitaria”. Poi il collettivo ricostruisce la propria versione dei fatti: “Il gruppetto è stato prontamente notato dagli studenti e dalle studentesse che passavano in quel momento e che uscivano dall’università ed è stato invitato ad andarsene. In quel momento – si legge sulla pagina facebook del Cua che non fa riferimento a collutazioni o aggressioni – anziché constatare la completa estraneità del discorso xenofobo in zona universitaria, i neo-nazisti hanno continuato la provocazione nei confronti degli studenti radunatisi che li hanno quindi respinti con determinazione scacciandoli finalmente da una strada e da una zona universitaria sempre più meticcia e solidale”.