Un’intercettazione che vale una borsa di studio di un anno. Accade a Bologna, alla Bottega Finzioni, l’officina letteraria creata nel 2011 lo scrittore Carlo Lucarelli e che ogni anno sforna narratori, sceneggiatori e scrittori specializzati in settori differenti, dalla fiction al racconto della realtà, dalla produzione per bambini e ragazzi fino al teatro, al fumetto e ai videogame. Ma che c’entra tutto questo con gli ascolti di conversazioni telefoniche da parte dell’autorità giudiziaria? La risposta arriva dallo stesso Lucarelli che spiega così il concorso “Le intercettazioni impossibili”. 

“Le intercettazioni telefoniche fanno parte della nostra quotidianità”, esordisce nel video in cui presenta il contest. “Le ascoltiamo alla radio, le vediamo in tv e le leggiamo sui quotidiani”. Sono il racconto di un pezzo di realtà che, quando risulta rilevante per smascherare fenomeni criminali come quelli mafiosi o la corruzione, diventa di pari passo strumento per capire cosa è accaduto e perché si è arrivati a formulare determinati capi d’accusa a carico di presunti autori di reati.  

Dunque, spiega ancora Carlo Lucarelli, “con questa iniziativa vogliamo attirare l’attenzione su questo che ormai è diventato un vero e proprio genere letterario con i suoi stili e registri diversi, dalla chiacchiera confidenziale alle comunicazioni ufficiali”. Ecco allora che agli aspiranti frequentatori della Bottega Finzioni si chiede di immaginarsi un dialogo che sembri reale, ma che sia frutto della fantasia di chi l’ha scritto. Si tratta di uno sforzo creativo, per lo scrittore emiliano, con personaggi improbabili o, quanto meno, di certo non reali e nemmeno contemporanei.  

“Se Adamo ed Eva avessero potuto comunicare tra loro alle spalle di Dio, che cosa si sarebbero detti al cellulare?”, chiede Lucarelli ai potenziali partecipanti. “Dante Alighieri e Beatrice si parlavano con endecasillabi incatenati anche quando erano al telefono? È a causa delle lunghe telefonate con Platone che Socrate non ci ha lasciato una riga di suo pugno? Cosa si potrebbero dire Alessandro Magno e Obama nel corso di una telefonata inter-temporale oltre che internazionale?”. Provino i candidati a immaginarsi dialoghi del genere.  

Dialogi che, per chi decidesse di partecipare al concorso, diventeranno testi lunghi al massimo 3700 battute da inviare al più tardi entro il 7 dicembre alla Bottega Finzioni (http://www.bottegafinzioni.it/). Qui lo scrittore e il suo staff – composto tra gli altri tra Michele Goco, Giampiero Rigosi e Beatrice Renzi – valuteranno gli scritti spediti e individueranno un vincitore in base alla qualità dell’intercettazione mai avvenuta tra “personaggi esistenti, esistiti oppure frutto della fantasia di qualche grande autore”. E il premio, a colui che sarà selezionato, sarà una borsa di studio.  

Con essa, poi, sarà possibile frequentare per i successivi dodici mesi i corsi attivati dall’area non fiction della scuola di narrazione bolognese. “Nei corsi di Bottega Finzioni”, conclude Lucarelli, “s’impara a scrivere la realtà e anche a reinventarsela e oggi non c’è nulla di più reale delle intercettazioni telefoniche”. Il tutto calato all’interno di un percorso formativo che, come la scuola che lo organizza, fin dalla sua fondazione annovera i patrocini del Comune del capoluogo emiliano, del Dams e della Cineteca, oltre alla partecipazione della Regione e alla collaborazione di Coop Adriatica, della Fondazione Unipolis, dell’istituto Aldini-Valeriani Sirani e di Librerie.coop.