Si terrà già lunedì prossimo 2 dicembre 2013, o al massimo martedì 3, la direzione regionale del Pd dell’Emilia Romagna per far fronte allo scandalo delle “spese pazze” in Regione, anticipando la tornata elettorale delle primarie dell’8 dicembre. Lo ha chiesto a gran voce il sindaco di Bologna, Virginio Merola, passato nell’area renziana la scorsa primavera, e lo stanno continuando a chiedere deputati e senatori Pd eletti in Emilia Romagna. Troppo forte l’indignazione morale della base democratica dopo che la stampa ha più volte sottolineato, tra le diverse voci esaminate in queste ore dagli inquirenti, la spesa di 900 euro per il noleggio di una limousine da Napoli ad Amalfi per i consiglieri regionali Pd, Marco Monari e Roberto Montanari, in viaggio verso un convegno di Areadem, la corrente politica interna al partito che supportò Dario Francheschini alle primarie del 2009.

“La posizione del Pd su questi fatti va definita con chiarezza”, ha spiegato Merola prima di partire alla volta di Roma per l’incontro dell’Anci dove si discuterà del rimborso Imu. Sulla stessa lunghezza d’onda un’altra renziana la senatrice Francesca Puglisi: “Dobbiamo discutere, più che fare processi preventivi a questo o a quest’altro, di cosa significano, stando in un partito, la sobrietà delle spese e l’utilizzo trasparente delle risorse pubbliche. Tra i consiglieri regionali dell’Emilia Romagna – ha aggiunto – non ho mai visto persone condurre uno stile di vita al di sopra delle righe, delle regole o appunto di quello stile di sobrietà che deve contraddistinguerci, ma se c’è qualcuno che ha abusato e questo abuso è verificato credo che se ne debbano trarre assolutamente le conseguenze politiche”.

Dichiarazioni che tradotte in richieste pratiche alla direzione regionale della settimana prossima significano dimissioni del consigliere Pd in Regione Monari (peraltro già dimessosi da capogruppo nei giorni in cui scoppiò lo scandalo ndr) e del collega Montanari. Un’operazione pulizia almeno di facciata in vista delle primarie che altrimenti si vedrebbero private di una consistente parte di quella base storica di votanti dell’Emilia Romagna in questi giorni furiosa verso i comportamenti etici degli eletti in Regione: “Gli iscritti e i cittadini mi fermano per strada e mi dicono che questa proprio non la digeriscono”, spiega il consigliere comunale Pd, renziano, Benedetto Zacchiroli, indaffarato nei preparativi per la serata bolognese di Renzi all’Unipol Arena del 4 dicembre. “A prescindere dell’8 dicembre fare chiarezza paga sempre”, aggiunge Piergiorgio Licciardello, presidente della direzione del Pd di Bologna, “con o senza avvisi di garanzia il problema etico di quelle spese rimane”.

Una soluzione che permetterebbe di arginare un ulteriore possibile scenario provocato dalle inchieste della magistratura che vedrebbe soccombere l’intera istituzione regionale e il suo presidente Vasco Errani: “Dovesse aprirsi un filone giudiziario a riguardo ne parleremo a suo tempo”, spiega Licciardello, “certo è che Errani nel 2015 non sarà più ricandidabile e il tema del ricambio si pone”. Successione che sembra dietro l’angolo, con un renziano come l’ex sindaco di Reggio Emilia, ora Ministro per gli Affari Regionali, Graziano Delrio, in pole position. Dietro di lui l’attuale assessore regionale ai trasporti Alfredo Peri e il sindaco di Forlì, Roberto Balzani. Una partita non troppo complicata che seguirebbe il lento decadere del presidente Errani arrivato all’apice proprio nel momento in cui nel marzo 2013 avrebbe dovuto partecipare al governo Bersani che poi naufragò.

L’ultima parola per la convocazione urgente della direzione generale Pd Emilia Romagna spetta al segretario regionale del Pd, Stefano Bonaccini, che in questo momento si trova in Toscana per organizzare gli ultimi giorni di campagna elettorale di Matteo Renzi, dal momento che l’ex bersaniano è diventato da alcuni mesi coordinatore nazionale della campagna elettorale del sindaco di Firenze.