Sulle casse dello Stato grava ancora il rischio di “assai rilevanti riduzioni di gettito”. A rilevarlo è la Corte dei Conti, che pure riconosce l’efficacia della stretta introdotta con le nuove norme: “decine di miliardi di euro” sono state drenate grazie alle compensazioni fiscali, ovvero i meccanismi che consentono automaticamente di bilanciare debiti e crediti con il fisco. L’avvertimento arriva in un momento in cui invece la politica è a caccia di risorse. Il Commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, è tornato a parlare del processo iniziato che grazie al coinvolgimento e alla “responsabilizzazione di tutta la pubblica amministrazione” porterà risultati. Meno sprechi e conseguentemente meno tasse già nel 2014. “Non credo che dobbiamo aspettare il 2015”, dice ottimista Cottarelli, mentre il ministro del Tesoro Fabrizio Saccomanni sposta il fronte sulla lotta all’evasione: “E’ prioritaria” e un “prezioso strumento di consolidamento delle finanze pubbliche e un contributo determinante per lo sviluppo del Paese”, anche perché, sottolinea, “una ripresa drogata da evasione fiscale e illeciti economici non è duratura”. Ma secondo Saccomanni la ripresa si inizia a vedere: “Siamo a un punto di svolta”, dice il ministro del Tesoro, per il quale “è importante che si sappia contrastare il pessimismo dilagante e lo sconcerto di fronte ad una situazione di incertezza”.

La Corte dei Conti avverte dunque l’amministrazione fiscale: le nuove norme sulle compensazioni hanno portato “effetti positivi” e “consistenti ritorni in termini di recuperi fiscali” ma, nonostante questo, “permangono, tuttora, condizioni idonee a mantenere e, con forti probabilità, alimentare forme trasgressive potenzialmente induttive di consistenti sottrazioni d’imposta e, conseguentemente, assai rilevanti riduzioni di gettito”. La magistratura contabile offre anche delle situazioni legislative per evitare il drenaggio di ulteriori risorse: introduzione di una disciplina dell’istanza di compensazione conforme alla procedura prevista per il rimborso Iva stabilendo corrispondenti regole fidejussorie, miglioramento della qualità dei visti di conformità, generalizzato utilizzo della reintrodotta lista clienti e fornitori. Tutto affinché l’amministrazione finanziaria possa “verificare la fondatezza del credito d’imposta dichiarato”. Tra l’altro la Corte evidenzia che negli altri grandi Paesi europei non si è mai registrato un gap tra Iva e andamento del Pil come invece accade in Italia, dove il divario ha sfiorato nel passato anche il 40%.

Intanto Cottarelli sta incontrando ministri e responsabili della pubblica amministrazione. Il fatto che “sono tutti coinvolti e non c’è un uomo solo al comando” e l’obiettivo di restituire quanto verrà recuperato a minori tasse sul lavoro consentiranno – dice il Commissario e scrive il governo per la prima volta in un documento nero su bianco – di raggiungere l’obiettivo di 32 miliardi di euro entro il 2016. Tra i capitoli sotto esame quello delle pensioni d’oro: “Ho incontrato il ministro Giovannini che sta lavorando su questo tema”. Per le municipalizzate vanno distinte “quelle che hanno ragione d’essere dagli scatoloni che sprecano solo soldi”. Sui manager pubblici: debbono essere introdotto meccanismi di “premio o penalizzazione” a seconda dei risultati conseguiti”. I primi risultati della revisione della spesa? Nel 2014, “non c’è bisogno di aspettare il 2015”.