Teatro, cinema, letteratura, tavole rotonde, cucina e sport. Tutto questo è “Fuori e Dentro“, la rassegna che gravita attorno al carcere minorile del Pratello. Il “Fuori” indica gli spazi che ospiteranno i vari eventi in programma, il “Dentro” è l’interno del penitenziario, da venerdì 22 protagonista di una tre giorni che gli organizzatori hanno voluto chiamare significativamente “Tutti dentro”. Varcheranno le porte della casa di reclusione tutti quei cittadini che vorranno lasciarsi coinvolgere da momenti di cultura e dialogo in una cornice non usuale. Attenderanno loro i ragazzi detenuti e tanti giovani e meno giovani delle organizzazioni di volontariato bolognesi, spinti a entrare in carcere “a lavorare per il progresso materiale e spirituale della società intera”, mossi “dalla passione disinteressata per l’umanità, i suoi diritti, la sua dignità”. Collabora alla realizzazione del progetto il centro servizi volontariato della provincia di Bologna, “Volaboin latino è futuro del verbo volare e significa “volerò”, ma può suonare come un gioco di parole (la Bologna che vola). E, dietro le mura della casa di detenzione per minori, è soprattutto un auspicio.

Si inizia a tavola, venerdì alle 19.30, con una cena allestita a cura dei ragazzi del Pratello che per l’occasione hanno seguito un laboratorio di catering e allestimento. Quaranta gli invitati, tra cui Amelia Frascaroli, assessore ai servizi sociali del Comune di Bologna, Beatrice Draghetti, presidente della Provincia, Desi Bruno, garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Regione Emilia Romagna e Luigi Fadiga, garante per l’infanzia e l’adolescenza. Il fine settimana al carcere minorile prosegue sabato 23 e domenica 24 con le “Sfide al Pratello”: i ragazzi, con il sostegno dei volontari dell’associazione U.v.a.p.ass.a., organizzano tornei di calcetto, biliardino e ping pong.

Confondere e fondere un dentro e un fuori è l’obiettivo degli organizzatori che hanno voluto proseguire il dialogo, inteso come conoscenza e scambio, anche oltre le barriere fisiche della prigione. Il primo appuntamento “fuori” è in via Barberia 4. Alle 15 nel salone Marescotti del dipartimento di arti visive si esaminerà, in una tavola rotonda intitolata “Il carcere disumano e degradante“, la situazione di sovraffollamento negli istituti di pena italiani. Vi prenderanno parte Sandro Gozi, deputato del Partito democratico e vicepresidente dell’assemblea parlamentare del consiglio d’Europa, Filippo Berselli, coordinatore del Pdl Emilia Romagna, Sergio Lo Giudice, deputato del Pd e componente della commissione permanente giustizia del Senato; Rita Bernardini dei radicali italiani e Valerio Guizzardi, presidente dell’associazione detenuti ed ex detenuti “Papillon Rebibbia” Emilia Romagna.

Martedì 26 al teatro dei Laboratori delle arti, ore 21, verrà proiettato il documentario di Alessia Porto “Teatri di dialoghi. Adolescenze, giustizia minorile, scuola“, a seguire “Dialoghi sul caso”, reading di Paolo Billi con i ragazzi della Compagnia del Pratello, in collaborazione con il coordinamento teatro e carcere Emilia Romagna.

Mercoledì 27 alla sala delle Armi della facoltà di giurisprudenza, alle 15, si discuterà di “Ostacoli e opportunità nel percorso di responsabilizzazione di minori e giovani adulti ristretti presso gli istituti penali per minorenni”, nella tavola rotonda “Minorenne detenuto immigrato”. Interverranno Luigi Martello, magistrato di sorveglianza del tribunale per i minorenni di Bologna, Alfonso Paggiarino, direttore dell’istituto penale per minorenni di Bologna, Giuseppe Spadaro, presidente del tribunale per i minorenni di Bologna, Giovanni Mengoli, presidente della comunità per minori “Il villaggio” e coautore del libro “Minori stranieri non accompagnati”. La giornata prosegue al cinema Odeon con la proiezione, alle 21, del documentario “Il gemello” di Vincenzo Marra. Introduce Domenico Manzi, attore e ispettore capo della casa circondariale di Secondigliano. “Il Gemello” è il nomignolo di Raffaele, un ventinovenne che da 12 anni vive nel carcere campano.

Il teatro dei Venti sarà di scena alle 21 di giovedì 28 novembre al Candilejas con lo spettacolo “Senso comune”, per la regia di Stefano Tè̀. L’opera onirica racconta 3 storie di esistenza al margine che gradualmente si espongono, si manifestano apertamente, si confidano. Domenica 1 dicembre la rassegna si chiude all’auditorium Enzo Biagi della Salaborsa, dalle ore 15 alle ore 17.30, con la performance “Biblioteca vivente”, in cui i libri sono persone in carne e ossa che si mettono a disposizione dei lettori per raccontare la propria vita, spesso caratterizzata da esperienze di minoranza e discriminazione.