La solidarietà è una gran bella cosa. Soprattutto con l’avvicinarsi delle festività che tradizionalmente comportano un’impennata della spese tra regali, ospiti e cenoni. Ma come vi comportereste se nel vostro ufficio partisse una vera e propria colletta per sostenere voi e i vostri colleghi? Pensereste che qualcosa non va? Ebbene, è quello che è successo negli Stati Uniti nel supermercato Walmart (grande catena spesso al centro di polemiche per il trattamento salariale dei suoi dipendenti) di Canton (Ohio). Nel punto vendita sono infatti apparsi, in un’area riservata agli impiegati, dei cestini accompagnati dal cartello “Per favore donate generi alimentari, così i dipendenti potranno godersi la cena della Festa del Ringraziamento”.

Una vera e propria “colletta alimentare interna”. E tale surreale situazione è stata immortalata in una fotografia da uno dei lavoratori, che ha poi spedito l’immagine a “OUR Walmart”, gruppo organizzato che porta avanti rivendicazioni per salari più alti e migliori condizioni di lavoro nei supermercati di questa grande catena. Ma la condizione dei dipendenti è davvero così critica da dover ricorrere a mezzi come questo? Sì, secondo quello che ha dichiarato a un giornale locale Tiffany Beroid, dipendente Walmart: «È la prima volta che vengo a sapere di un’iniziativa di questo tipo, ma conosco colleghi che devono lottare per sfamare le proprie famiglie tutti i giorni, non solo per la Festa del Ringraziamento. Molti di loro sono costretti a ricorrere al Banco Alimentare».

La polemica si è diffusa rapidamente negli States, con Walmart sul banco degli imputati. Il ruolo di avvocato difensore è toccato a Kory Lundberg, un portavoce della catena di supermercati: «Questa iniziativa è solo la prova che i nostri dipendenti sono solidali tra loro. Sono iniziative comuni nei nostri punti vendita, che gli impiegati portano avanti soprattutto a favore di colleghi che attraversano un momento di difficoltà, ad esempio in caso di perdita del lavoro da parte del coniuge». Lundberg ha anche ricordato come per i dipendenti Walmart in ristrettezze economiche esistano anche fondi appositamente dedicati. Una realtà virtuosa, quindi: chissà perché allora i suoi dipendenti ritengono di dover raccogliere cibo per i colleghi come si trattasse non di lavoratori regolarmente assunti e pagati, ma di disoccupati.