Caro papa Francesco,

apprendo dai giornali e dai sussurri, spifferati dagli stessi addetti ai lavori, che mons. Rino Fisichella, in combutta con l’onnipresente card. Ruini e la fronda di una parte della Cei, sia a capo della banda che ha organizzato la scissione del partito di Berlusconi, il Pdl, e fare sorgere così un nuovo soggetto politico di destra, «Nuovo Centro Destra», ma senza più l’impresentabilità morale di Silvio Berlusconi.

In questo progetto, già realizzato, sguazzano associati di primo piano di Comunione e Liberazione come Maurizio Lupi e Roberto Formigoni, quest’ultimo campione d’immoralitàindagato dalla procura della Repubblica per corruzione e per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio. L’altro, Lupi, è ministro nel governo Letta, nominato da Berlusconi e quindi, in base alla morale cattolica, complice di costui anche perché l’ha sempre difeso, protetto e giustificato. Senza eccezione.

Molti cattolici e laici restano esterrefatti di fronte a questa ennesima iniziativa di stampo clerical-fascista che trova sempre vescovi reazionari, collocati nel cuore della vita politica dell’Italia, facendo e disfacendo maggioranze, governi e alleanze in difesa di interessi privati e di parte, incartati magari nella nobiltà dei «principi» superiori.

Se è vero, come è vero, che questa gente, pagana e miscredente, abbia manovrato la finzione della scissione del partito di Berlusconi con la complicità del ciarpame politico, ci troviamo di fronte ad una vicenda di gravità eccezionale che non può essere tollerata. Significa che l’elezione a vescovo di Roma e papa di un «uomo venuto dalla fine del mondo» non è servita a niente, se dietro di lui le trame, le camarille e le sconcezze alla carbonara continuano come prima e più di prima.

Il cardinale Camillo Ruini, durante le elezioni regionali laziali, ha giocato sporco per non fare eleggere alla Regione Lazio l’attuale ministro degli Esteri, Emma Bonino, radicale; in compenso fece eleggere Renata Polverini del Pdl (Berlusconi) che ha dovuto dimettersi anzitempo per i furti, le ruberie e le immoralità commesse da lei e dal suo consiglio regionale.

Il cardinale Bertone Tarcisio era solito andare a cena con Berlusconi, Fini (fascista), Casini (uomo solo di potere, ma che si serve del nome «cristiano» come balsamo per ogni occasione) e altri per decidere le sorti del governo Berlusconi. Di costui non c’è bisogno di alcuna presentazione, perché lei ne avrà sentito parlare in lungo e in largo: basti dire che è stato condannato per corruzione di magistrati al pagamento di mezzo miliardo di euro come risarcimento del danno e anche per evasione fiscale, cioè per furto agli Italiani anche durante lo svolgimento della carica di presidente del consiglio dei ministri. E’ sufficiente ricordare che è stato condannato in 1° grado per induzione alla prostituzione di minorenne. Basti dire che ha spergiurato quattro volte sulla testa dei suoi figli, dicendo il falso: chi salverà le teste dei figli al momento opportuno?

Vorremmo sapere chi ha dato mandato apostolico a codesti pseudo-preti per fare e disfare governi, alleanze o partiti in nome della religione, dei valori cristiani e di altre amenità consimili. Costoro sono negativi per l’onorabilità del Vangelo, l’affidabilità della Chiesa e la coerenza sua personale, caro papa Francesco. Lei non può predicare contro la corruzione e il «pane sporco» dato ai figli e permettere che questi «vescovetti da pasticceria» continuino a frequentare, o peggio, a sostenere politicanti degeneri, corrotti, corruttori, indagati, condannati, truffatori, mafiosi con cui fanno accordi, stipulano patti scellerati e spartiscono torte alle spalle della povera gente. Non vede come vanno vestiti, con abiti di classe, gemelli d’oro ai polsi e orologi che nemmeno l’Aga Kan porterebbe perché eccessivamente vistosi?

Caro papa Francesco, non vogliamo la luna e nemmeno il sole e le stelle, ma solo che ce li tolga di mezzo e li mandi a fare i preti, magari nella pampas argentina, a piedi nudi e senza sandali. Vogliamo che li metta in condizione di non frequentare più corrotti, delinquenti, prostituti, altrimenti quando poi pontificano per insegnare la morale, potrebbe succedere che qualcuno si alzi e gli dica di andarsene al diavolo, quello vero, non quello buono.

Caro papa Francesco, libera noi e la Chiesa da questi carrieristi di professione, anche perché non credono in Dio, ma solo nei loro vitelli d’oro, d’argento e di qualsiasi metallo prezioso perché essi di vitelli ne hanno tanti, avendo messo su una stalla super accessoriata.

Grazie per l’attenzione con deferenti saluti.