Quando si tratta di approvare delle cavolate i nostri politici si alzano e dicono sempre “presente!” È di questi giorni l’approvazione da parte del Cipe della nuova autostrada Orte – Mestre. Circa 10 miliardi di euro di costo. Realizzazione da parte dei privati ma resa appetibile grazie al meccanismo della defiscalizzazione previsto dall’art. 18 della Legge 183/2011, meccanismo questo rivolto solo ed esclusivamente alla realizzazione di nuove autostrade. A dimostrazione del fatto che il Tav non rientra in un piano strategico del nostro Paese volto a rilanciare il trasporto ferroviario, come crede qualche anima candida, ma che la logica è sempre quella delle autostrade e il Tav è solo la costosissima ciliegina sulla torta delle grandi opere. 

E ricordiamo che la rete autostradale italiana si estende già per 6.661 km e rappresenta circa il 10 per cento di quella europea, con una densità media pari a 22,1 chilometri per mille chilometri quadrati di superficie territoriale, superiore a quella europea. In pratica, col meccanismo della predetta norma, lo Stato, anziché pagare l’opera, rinuncia a introitare imposte (nel caso, il costo a carico dello Stato si stima di circa due miliardi di euro), ma anche a coprire eventuali mancati introiti del privato con la Cassa Depositi e Prestiti. Un meccanismo volto a favorire la solita lobby del cemento che in pratica governa lei l’Italia dal dopoguerra ad oggi. Una lobby talmente forte che i nostri pseudo governanti in questi anni hanno addirittura avuto la sfacciataggine di affermare che le opere che, a detta loro, rilanciano lo sviluppo (Tav e autostrade, ad esempio), non dovrebbero essere tenute in conto nell’ammontare del debito.

Il progetto della Orte – Mestre se lo aggiudicheranno quasi sicuramente i soliti noti, i signori delle autostrade, il Gruppo Bonsignore, che prende il nome da quel Vito Bonsignore, già democristiano, oggi berlusconiano (o alfaniano?), sodale del defunto Marcellino Gavio, già condannato con sentenza passato in giudicato a due anni di reclusione per corruzione, abuso e turbativa d’asta, e risultato intestatario nel 2008 di un conto corrente con 5,5 milioni di euro in Liechtenstein. E probabilmente – nonostante l’esborso – farà un affare perché con la nuova opera, l’attuale superstrada Orte – Ravenna (debitamente allargata) diventerà a pagamento. E, a proposito di soliti noti, già si dice che tra le imprese che realizzeranno l’opera ci sarà la Cmc, cooperativa “rossa” già nota per il Tav.

Orte – Mestre, un danno certo per le finanze pubbliche, ma soprattutto un delitto ambientale di proporzioni gigantesche, denunciato a più riprese dalla Rete Nazionale Stop Or_Me. 396 chilometri di autostrada, 140 chilometri di ponti e viadotti, 64 chilometri di gallerie, 250 tra cavalcavia e sottovie, 83 nuovi svincoli, con un consumo di suolo stimato tra i 600 e i 700 ettari al 90 per cento agricoli. E cantieri aperti in mezza Italia per dieci/quindici anni.

Dunque, riepilogando: comunque un danno per le già asfittiche finanze statali, una massiccia ulteriore cementificazione e asfaltatura del già depredato suolo italico, un’opera che probabilmente verrà realizzata dal gruppo di un pregiudicato. C’è poco da stare allegri. Eppure eccoli lì gli altri due ex democristiani Letta e Lupi sorridere soddisfatti quando annunciano alla stampa il va libera del Cipe all’opera. Ma si rendono conto che stanno continuando a massacrare l’Italia? Si rendono conto che la politica del cemento e dell’asfalto è sempre più responsabile dei morti che si contano ad ogni alluvione? Ed ancora: quando scenderà in piazza il nostro popolo contro questa gente? Mah! Intanto il 30 novembre contro la Orte – Mestre si manifesta a Venezia.

Ps. Il reportage “Il casello incantato” è stato realizzato da Luca Martinelli per Altreconomia, percorrendo in tre giorni “a passo lento” la tratta interessata dalla fatura autostrada, da Mestre ad Orte, incontrando i “nodi” della Rete Stop Orte-Mestre.