Vendola? Secondo me dovrebbe dimettersi. Si è rivelato un politico come tutti gli altri, un Berlusconi di sinistra”. Lo afferma Luigi Abbate, il cronista tarantino di Blustar TV, schernito da Nichi Vendola nella sua telefonata al dirigente dell’Ilva, Girolamo Archinà. Il giornalista ai microfoni de “La Zanzara”, su Radio 24, esprime la sua delusione e la sua amarezza per aver ascoltato l’audio di quella conversazione, pubblicata da ilfattoquotidiano.it: “Non sono un elettore di sinistra, ma nel 2005 ho votato Vendola alle elezioni regionali, perché credevo in lui. E invece il governatore, alla luce di questa beffa, ha ingannato me e tanta gente. Lui parla di complotto, ma il Fatto Quotidiano non ha assolutamente complottato contro di lui”. E aggiunge: “Le intercettazioni pubblicate parlano chiaro. Non è tanto la trascrizione delle intercettazioni a far specie, quanto sentire la viva voce dei miserandi protagonisti, il che la dice lunga su quelli che erano i rapporti tra la politica e la grande industria a Taranto”. A David Parenzo, che, in uno scontro polemico con Giuseppe Cruciani, difende Vendola e definisce “una puttanata e una stupidaggine” il caso esploso per quella telefonata, Abbate spiega: “Vendola ha riso per la scenetta e per il modo in cui io sarei stato quasi aggredito da Archinà. E infatti dice: “Ma guarda come l’hai sistemato questa persona da quattro soldi, questo pivellino”. E la cosa più grave è che Vendola ha visto la scena con il suo capo di gabinetto e ridono assieme. Ha avuto un comportamento tanto meschino quanto fanciullesco, ma forse è un complimento definirlo “fanciullesco”, perché i fanciulli hanno un animo puro”. E sottolinea: “Vendola mi definisce un provocatore e una persona senz’arte, né parte. Se la provocazione vuol dire sollevare la questione ambientale a Taranto, peraltro in tempi non sospetti, ovvero nel 2009, quando quasi tutti erano sul libro paga di Riva, la stampa e le televisioni tacevano, la politica evidentemente era collusa, beh… mi pregio e mi picco di essere un provocatore” di Gisella Ruccia