Anche se le indagini continuano e l’accusa di pirateria non è stata ancora ufficialmente ritirata, come ha spiegato al fattoquotidiano.it Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia, fra poco l’attivista italiano Cristian D’Alessandro potrà per la prima volta calpestare il suolo russo in relativa libertà. Dopo che la corte distrettuale Primorskij di San Pietroburgo ha accolto il ricorso contro la carcerazione preventiva dei legali dei 30 attivisti dell’organizzazione ambientalista, il console generale d’Italia a San Pietroburgo, Luigi Estero, si dice molto soddisfatto.

La decisione della corte russa di scarcerare Cristian su cauzione è stata anche una vittoria della diplomazia?
Abbiamo seguito la situazione passo passo, in stretto contatto con la Farnesina, il ministro Bonino e l’ambasciata di Mosca. Siamo molto soddisfatti di questa decisione.

La cauzione deve essere ancora versata?
La cifra, pari a due milioni di rubli (circa 45 mila euro), potrà essere versata a partire dai prossimi giorni.

Nel frattempo Cristian resterà in carcere?
La scarcerazione avverrà quando verrà pagata la cauzione, ovvero quando le autorità inquirenti avranno avuto la prova di aver ricevuta questa cauzione. C’è tempo fino a domenica 24 novembre.

Chi provvederà a versare la cauzione?
Se ne occuperà direttamente Greenpeace. Noi, invece, abbiamo aiutato a risolvere i problemi dei tempi per il trasferimento bancario.

Tra quanto tempo Cristian sarà rilasciato?
Indicativamente entro 48 ore, tre giorni al massimo. Entro domenica, comunque, sono certo che la cauzione verrà pagata.

E’ vero che Greenpeace aveva prenotato 30 stanze, nella speranza che venissero rilasciati tutti gli attivisti?
Sì, gli alberghi sono stati prenotati. Durante l’udienza noi abbiamo dato anche la disponibilità di accogliere Cristian nella sede del Consolato.

Cristian potrebbe tornare in Italia dopo la scarcerazione?
Questo aspetto non è stato ancora affrontato. Il presupposto è che rimanga in Russia per collaborare con gli inquirenti fino alle fine delle indagini, ma se le autorità russe al momento non hanno fornito altre indicazioni.

I genitori di Cristian stanno pianificando un viaggio in Russia?
Abbiamo fatto una richiesta di visto al consolato russo, quindi credo che vorranno venire presto.

Ha incontrato l’attivista dopo la decisione della corte di San Pietroburgo?
L’ho visto in aula, e lì non potevamo parlare. Il clima era di grande tensione prima della decisione della corte. L’udienza non è stata molto lunga, a differenza di quelle che si sono tenute in questi giorni. Cristian era molto contento.