Al Consiglio nazionale del PdL che sancisce il ritorno a Forza Italia, tiene banco la scissione consumata solo alcune ora fa dall’area governista del partito. “Gli estremisti sono loro. Dopo il due ottobre c’è stata una rappresaglia politica degna delle peggiori dittature del Sud America. Hanno epurato scientificamente chi non apparteneva alla loro area e io ne sono la prova”, si infiamma Michaela Binacofiore. A Roberto Formigoni, che ieri sera rivendicava l’appoggio dei militanti del PdL dichiarandone la distanza dagli “estremisti” di Forza Italia, risponde invece Claudio Scajola: “Vedremo, vinceremo noi”. La rinascita di Forza Italia, comunque avviene in tono minore. Assente “l’esercito di Silvio” e pochi i simpatizzanti accorsi al pala Congressi dell’Eur. Tra gli altri, una piccola rappresentanza dei ‘giovani falchi‘: “La storia ci insegna che i traditori vengono quasi sempre puniti alle urne”, afferma Andrea Zappacosta, il ventenne che ha raccolto i giovani presenti alla cena romana organizzata da Daniela Santanchè e mal digeriti dai militanti under 30 del partito. L’attore Fabio Testi afferma di non aver avuti dubbi nella scelta tra Alfano o Berlusconi: “Penso che i dubbi ce l’abbiano i cornuti”. Per Marcello dell’Utri: “Berlusconi è più debole, perché è chiaro che le divisioni tolgono le parti e quindi si diminuiscono – sentenzia l’ex senatore condannato in via definitiva per associazione mafiosa – ma è sempre Berlusconi. Io seguo la linea maestra. Quale? Quella di Silvio”. Arriva anche un pullman dal quale scendono alcuni delegati campani. In testa Mara Carfagna e Nitto Palma: “Alfano? Buonafortuna, lo aspettiamo alle prossime elezioni europee”, tuona sinistro il Presidente della Commissione Giustizia del Senato. Teme che saranno sempre di più quelli che seguiranno Alfano? “Loro saranno sempre di meno”, ribatte Palma. Ultima ma non ultima, Daniela Santanchè fa spallucce per l’addio dell’ex segretario del PdL: “Non ho delusioni perché nella vita si hanno delusioni se si hanno aspettative, io non avevo aspettative, quindi non posso avere delusioni”  di Manolo Lanaro