Monte dei Paschi nel mirino anche dell’Agenzia delle Entrate. Due le questioni che hanno attirato l’attenzione del fisco sulla banca toscana in questi giorni in attesa del via libera Ue agli aiuti di Stato per quasi quattro miliardi e mezzo. Da un lato, è stato rilevato il mancato pagamento d’imposta nell’ambito della cessione della quota di Bnl in pancia a Rocca Salimbeni. Dall’altro, gli uomini di Attilio Befera stanno eseguendo verifiche sulle attività di Monte Paschi Ireland, controllata irlandese del gruppo.

A Siena, lo scorso 4 novembre, è arrivato un avviso di accertamento, l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate presenta il conto quando rileva il mancato pagamento di un’imposta. Sotto la lente del fisco è finita la cessione della quota di Bnl, operazione compiuta sotto la vecchia gestione da cui sono scaturite anche contestazioni penali. Secondo l’Agenzia delle Entrate, la vendita sarebbe avvenuta nel 2005 e non nel 2006. Dunque la plusvalenza realizzata non avrebbe dovuto godere del regime Pex, cioè dell’esenzione dal reddito imponibile. Mps non dà conto dell’ammontare della richiesta limitandosi ad affermare che l’avviso di accertamento “è in corso di valutazione”.

Dalla Toscana all’Irlanda, non finiscono i guai di Rocca Salimbeni con il fisco. A finire sotto esame è Monte Paschi Ireland, controllata irlandese di Mps. “L’Agenzia delle Entrate – si legge nella relazione sui conti dei nove mesi della banca – ha attivato una verifica sulla correttezza della politica di funding (raccolta, ndr) del gruppo, con particolare riferimento alla operatività della controllata irlandese”. Al momento, afferma Mps, “non è stata formalizzata alcuna contestazione e sono in corso approfondimenti con l’Agenzia”.