Noi tutti apprezziamo i suoi moniti ed i suoi consigli ma la prego, la prossima volta che le capiterà di parlare alle banche come nella Giornata mondiale del Risparmio, se le riesce provi a ricordarsi di questi piccoli fatti che certamente non riguardano le grandi imprese ed i personaggi del mondo bancario sempre presenti ai suoi discorsi, ma la vita quotidiana di migliaia di aziende che tutti i giorni combattono la loro battaglia per restare su mercato, nonostante e non grazie alle banche.

Come è possibile parlare di sostegno alle imprese se un’ impresa che deve pagare al 31 di ottobre Ri.Ba per 90 mila euro e deve incassarne per 240 mila si sente dire dalla propria banca che, nonostante scadano tutte alla fine del mese, poiché le prime verranno addebitate con la valuta del 31 (cioè subito) e le seconde accreditate con la valuta del 4, in assenza di fido e di fondi i pagamenti non verranno fatti costringendo così l’impresa a chiamare tutti i fornitori, a scusarsi per l’inconveniente ed a ri-fare tutti i bonifici il giorno 4?

E com’è possibile parlare di sostegno alle imprese (che non si chiamino Telecom o Alitalia) se per una banale pratica di rinnovo di un fido garantito dalle famose Ri.Ba la catena burocratica interna alla banca ti porta via oltre un mese e alla fine si ottiene qualche risultato solo quando si minaccia di portare la cosa all’attenzione di qualcuno in grado di influenzare i bonus della persona “addetta alla pratica “ ?

E infine com’è possibile che, nelle cosiddette “operazioni di ristrutturazione”, siano le imprese a dover pagare i costi degli avvocati che le banche si scelgono per assisterle nella scrittura dei contratti e che capita che le parcelle siano molto superiori a quanto si pagherebbe se l’impresa fosse libera di negoziare da sola il valore della prestazione sul libero mercato? Può forse venire il sospetto che qualcuno se ne stia approfittando e che, prima poi, quando saranno le banche a dover pagare, qualcuno si ricorderà del favore?

Lo so, Signor Presidente, che lei ha cose più importanti di cui occuparsi delle Ri.Ba che scadono o dei piccoli problemi che affollano le scrivanie di tutti noi che siamo sulla linea del fuoco a combattere per tener vive le nostre piccole aziende e le nostre famiglie, ma l’Italia è fatta soprattutto di queste cose e gli italiani di cui lei è Presidente non sono solo quelli che sono (sempre) presenti ai suoi discorsi.

E se un giorno tra i suoi Saggi dovesse aver bisogno di qualcuno pratico di banche , può sempre rivolgersi a tutti quelli che vivono questa realtà e che, nonostante tutto, ascoltano ancora suoi discorsi.