Raffreddore, tosse, difese immunitarie indebolite: sono i mali di stagione che arrivano, puntuali, con il primo freddo e lo stress psico-fisico del cambio di stagione. A rimetterci in forze in modo sano ed efficace ci pensa la natura che, con i suoi prodotti, sa sempre rimediare lì dove la salute non ci assiste. Dispensatore di energia e vitalità, il miele è uno dei più potenti alleati della stagione in corso. Prodotto completo per eccellenza, il miele è prezioso per le sue molteplici proprietà curative (al suo interno si trovano oligoelementi, vitamine, sostanze battericide e antibiotiche), è il più sano sostituto di zuccheri raffinati e dolcificanti ed è l'”ingrediente” sempre più utilizzato nella cosmesi naturale, con effetti benefici e terapeutici, quindi, sia per il corpo che per la mente.

Ogni miele, poi, ha proprietà benefiche specifiche. “In generale il miele è un ottimo antinfiammatorio per la gola, ha effetti sedativi contro l’eccitazione nervosa e l’insonnia ed ha proprietà disintossicanti per il fegato. Quelli chiari rimangono più indicati per l’estate mentre gli scuri, più ricchi di sali minerali, sono ideali per l’inverno”. Parola di Stefano Ortelli, apicoltore da generazioni insieme con i suoi due fratelli, a Trezzo sull’Adda, nella bergamasca.

Quali sono i più indicati per questo periodo?
Per contrastare mali di stagione come tosse e raffreddore è indicato il miele di eucalipto anche se il rimedio migliore in assoluto per le vie respiratorie è la melata di bosco, prodotta dalle api direttamente dalla pianta e non dal fiore e per questo più scura, densa e dal gusto aromatico. Un ottimo ricostituente, che stimola la circolazione del sangue e combatte l’anemia, è il miele di castagno. Veri e propri toccasana energetici sono il miele di erba medica, ricco di polline, e quello di rododendro, prodotto pregiato dell’apicoltura, utile contro l’artrite e come calmante dei centri nervosi.

Un buon consiglio?
In questo periodo dell’anno il miele di millefiori ha lo stesso effetto di un vaccino: se soffrite di allergie, procuratevi un miele prodotto il più vicino possibile a dove abitate e vedrete che vi aiuterà a combatterne i sintomi.

Qual è il miele più adatto ai bambini?
Il millefiori è il più indicato perché apporta il giusto quantitativo di glucosio e di sali minerali, necessari per la crescita dei più piccoli. E poi sfatiamo il mito che il miele faccia ingrassare e cariare i denti: al contrario, è un alimento “vivo” che contrasta il tartaro e aiuta l’intestino a non impigrirsi. Se proprio vogliamo eliminare lo zucchero, sostituiamolo con del buon miele, anche per i bimbi.

Un tipo di miele per ciascuno, verrebbe da dire. Ma come districarsi in una così ampia scelta? E soprattutto, come riconoscere la qualità di ciò che scegliamo?
Due sono i fattori principali per capire se stiamo acquistando un prodotto naturale: la cristallizzazione del miele e quanto riportato dall’etichetta. La cristallizzazione dipende dal quantitativo di zuccheri e acqua presenti nel miele e si tratta di un processo naturale. Se in commercio trovate un miele molto liquido è molto probabile che sia stato scaldato e che quindi abbia perso le proprietà nutritive. Questo succede quando il miele viene scaldato a più di 45 gradi, cosa che accade spesso quando si tratta di miele miscelato, il più comune in commercio, e ad indicarlo è l’etichetta. La miscelazione del miele, infatti, è soprattutto una fase industriale: se l’apicoltore sbaglia il dosaggio, piuttosto realizza il millefiori o il monoflora ma non miscela mai.

Il segreto, quindi, è quello di individuare un apicoltore di fiducia presso il quale fare scorta non solo di miele ma anche di prodotti di bellezza. Sì, perché dall’alveare derivano anche pappa reale, cera d’api e propoli, ricchi di proprietà antibatteriche e antinfiammatorie e, negli ultimi anni, molto usati per la cosmesi naturale: dalle creme vellutanti per mani e piedi a quelle contro i dolori cervicali, dal balsamo per le labbra fino alle salviettine detergenti. Un motivo in più per proteggere le api e il loro paziente e industrioso “lavoro”, sempre più minacciato da inquinamento e pesticidi.

di Emanuela Mei

www.puntarellarossa.it