C’è Vittorio Sgarbi che, pacatamente, aiuta a decifrare La tempesta di Giorgione e la Gioconda di Leonardo. E appena sotto di lui, in rigoroso ordine alfabetico, Philippe Daverio, che in una serie di video chiamate ‘Cartoline dal Belpaese’ ripercorre, e racconta, le tappe del viaggio in Italia di Johann Wolfgang Goethe.

E poi ancora la rubrica del drammaturgo e traduttore Luca Fontana (‘La signorina dei cuori infranti’) che mette a nudo – mentre l’autore si fa la barba – luoghi comuni del costume italiano, e altre firme del calibro di Arturo Carlo Quintavalle, Oliviero Toscani, Giordano Bruno Guerri, Camillo Landone, il musicologo Gustavo Marchesi, l’architetto Pier Carlo Buontempi e lo storico dell’arte Claudio Parmiggiani.

Da oggi li trovate soprendentemente riuniti sul sito I fiori del male, un po’ rivista, un po’ web tv, dedicata esclusivamente – secondo l’intenzione del suo ideatore, l’autore e critico Luca Sommi – all’approfondimento culturale. Arte, architettura, fotografia, letteratura, musica, teatro, cinema, viaggi, costume. Ma anche enologia – col giornalista sommelier Marco Pozzali e il suo ‘Opificio vinario’ – ed enogastronomia, con la rubrica ‘L’uovo di Colombo’ dello chef inventore della cucina molecolare Ettore Bocchia (ultimo video: “Il segreto degli spaghetti perfetti”). E poi anche scienza, con uno spazio dedicato alla divulgazione curato da Paola Catapano, una delle più note giornaliste esperte di fisica e astrofisica.

“Guardando all’Italia, ma anche all’estero, si scopre che non esistono siti esclusivamente dedicati all’analisi antropologica e culturale – racconta Sommi -. Così, dopo aver lavorato come giornalista, autore, critico d’arte, ho deciso di inventare e lanciare una piattaforma che fosse insieme una sintesi delle mie varie esperienze e delle tante discipline che stanno sotto il cappello della cultura. Sono partito da nomi eccellenti, dai quali ho avuto subito un riscontro positivo. E ho chiesto loro esplicitamente di mantenere un tono divulgativo, in modo che I fiori del male sia accessibile a più livelli di pubblico. Poi ci sono anche autori giovani e brillanti, come Serena Faganello, Paola Veneto e Patrizio Dall’Argine: nel suo ‘Teatro ipnotico’, il teatro dei burattini per la prima volta sbarca sul web, unendo tradizione e modernità”.

Un web-magazine più “strillato”, magari con polemiche culturali e stroncature, oppure soprattutto un luogo dove trovare il bello e il buono? “Direi soprattutto il secondo – risponde Sommi -. Tanto è vero che non c’è alcuna linea ufficiale, abbiamo messo insieme autori di provenienze ideologiche diversissime: progressisti e conservatori, atei e religiosi. Ciascuno scrive ciò che vuole, conta solo il curriculum. Non cerchiamo la polemica fine a se stessa, tanto è vero che, per ora, non c’è neanche lo spazio dei commenti. Questo per ricordare qualcosa che col web si dimentica, e cioè che non tutti sono esperti di tutto. Naturalmente, ci piacerebbe coinvolgere i lettori in un modo diverso. Non, però, attraverso il commento bieco, magari sotto nome camuffato, ma in maniera alta. Chi vorrà lo farà a viso aperto, probabilmente registrandosi con un documento, e magari portando lui stesso contenuti culturali per il sito”.