Accade a Napoli che Gaia debba aspettare più di un anno e mezzo per poter sedere in classe con i suoi compagni. Gaia è una bambina dallo sguardo acuto, spesso sorridente, nata 12 anni fa con una beffarda malformazione cerebrale che le ha reso la vita molto difficile. Per fortuna i suoi genitori ed i due fratelli non hanno smesso, dal momento in cui è nata, di lottare per garantirle una accettabile qualità di vita.

La scuola, il tempo libero (chiedersi se un bambino disabile ha del tempo libero potrebbe essere interessante), le terapie, vedono da sempre una intera famiglia raccolta intorno a Gaia. E’ stato così per assicurarle le ore di sostegno necessarie con un ricorso al Tar e continua ad esserlo in tutte le occasioni di vita sociale dalla parrocchia all’associazione.

Negli anni Gaia, questo è un particolare forse sconosciuto agli amministratori ed alla burocrazia, cresceva e la carrozzina che usava a scuola diventava sempre più inadeguata alle sue gambe ed al suo peso. Per questo Marisa e Gianni iniziarono a chiedere alla scuola alla fine del 2011 e poi al Comune, ente competente, di poter utilizzare una carrozzina nella quale la loro piccola fosse a suo agio. Telefonate, lettere protocollate, relazioni dei medici hanno visto impegnati i genitori di Gaia per circa 500 giorni senza alcun risultato se si eccettua un profondo senso di frustrazione.

Di seguito il prezioso contributo di Fabio Masi del programma Blob che ha conosciuto Gaia e la sua famiglia qualche tempo fa

D’improvviso, qualche giorno fa, una fugace apparizione televisiva in un programma di intrattenimento di Rai Uno sembra miracolosamente risolvere l’annosa questione: la gara di appalto bandita dal Comune vedeva Gaia aggiudicataria (!) della carrozzina e, forse, a dicembre, la piccola potrà finalmente sedere comoda a fianco dei suoi compagni di scuola.

P.S. I fondi che il Comune di Napoli riserva ogni anno agli ausili come quello di Gaia ammontano a euro 30.000, i bambini con disabilità sono oltre 12.300. Gaia è da 500 giorni senza le sue “gambe” che costano circa 2.000 euro. Ci sarà qualcuno che si vergognerà di questo spiacevole ritardo? Gli altri bambini disabili quanti anni dovranno aspettare? Sono le semplici domande alle quali vorremmo che la buona politica sapesse rispondere.