“Qui probabilmente è stato perpetrato un crimine di lesa umanità. I cittadini dovrebbero intraprendere cause penali e se non hanno risposte dalla giustizia locale ricorrere alla Corte di Strasburgo o alla Corte Penale Internazionale”. A pochi passi da una delle decine di discariche campane, quella di Ferrandelle, in provincia di Caserta, il procuratore della corte argentina di Tucumàn, Antonio Gustavo Gomez, lancia un monito ai cittadini campani. Insieme a lui in visita alle terre campane dei veleni altri esperti e studiosi di tutte le parti del mondo, che hanno viaggiato tra le province di Napoli e Caserta per la seconda tappa del Biocidio Tour, organizzato dall’associazione A Sud e dal CDCA – Centro di Documentazione sui Conflitti ambientali a pochi giorni dalla grande manifestazione #stopbiocidio – #fiumeinpiena in programma per sabato 16 novembre. Tra rifiuti abbandonati, discariche sequestrate, impianti mai utilizzati, lo scenario che la delegazione si è trovata davanti era tanto drammatico da essere paragonato dal nigeriano Godwin Uyi Ojo a quello del Delta del Niger: “Non ci sono molte differenze, perché anche qui molto poco è stato fatto per difendere le comunità locali e la produzione agricola. In entrambi i casi si tratta di ingiustizia, conflitti, povertà”. Ivonne Yanez, che in Ecuador è una delle responsabili dell’Organizzazione Accion Ecologica, sostiene invece che i cittadini campani dovrebbero fare pressioni perché il nord dell’Italia paghi per l’inquinamento che ha portato in Campania e non solo: “Il ‘debito ecologico’ è un concetto normalmente attribuito ai Paesi industrializzati nei confronti del Sud del mondo. Ma l’idea è replicabile anche in Italia: penso che per i campani sia arrivato il momento di reclamare al nord il debito ecologico, che significa il recupero di tutte le aree danneggiate anche in termini di compensazioni”. Aree come quella che a Giugliano di Napoli ospita milioni di tonnellate di ecoballe: “E’ orribile – dice Adolfo Maldonado, anche lui ecuadoregno, guardando le montagne di immondizia coperta da teloni neri – una cosa spaventosa. Non sappiamo che mostri ci siano lì sotto, ma di sicuro niente di buono. In castigliano ‘bola’ è sinonimo di menzogna. Le ‘eco-bolas’, quindi, sono menzogne ecologiche. Il nome coincide perfettamente”  di Andrea Postiglione e Nello Trocchia