Il pregiudicato Berlusconi non si contiene più da tempo. E più si avvicina il giorno in cui il Senato dovrebbe votare sulla sua decadenza da senatore, più il “Cavaliere” si lascia andare alle più variegate minacce. È uno spettacolo osceno. La legge per lui non esiste. Le sentenze non esistono. Le regole non sa cosa siano. Tutto per lui è relativo.

Povero Silvio. Ora deve combattere anche contro le colombe del suo partito. Eppure dovrebbe saperlo che una poltrona di Governo ha un tessuto particolare che ti rende super moderato. Ti rende una persona “buona”. Non litigiosa. Diciamo “responsabile”. Non sa più che minaccia esternare per intimorire i suoi ministri.

L’ultima di ieri è simpaticissima. Ricorda alle sue colombine la fine che ha fatto Gianfranco Fini. Insomma gli ricorda chi comanda, senza mezzi termini. E quando Silvio dice una cosa del genere i suoi sanno cosa può intendere e fare. Basta un cenno e i suoi mezzi di distrazione di massa eseguono il lavoro. E quante cose e quanti scheletri dall’armadio potrebbero uscire fuori. Immaginatevi che meraviglia abominevole. Silvio con i suoi fedelissimi, dalla lingua sempre più consumata, che fa l’ennesima guerra contro i suoi nuovi traditori.

Un altro congresso farsa dove inveisce e defenestra i dissidenti. Ma questa volta il pregiudicato non ha più il coltello dalla parte del manico. Non ha i numeri per fare cadere il suo Governo delle larghe intese. E le minacce non più velate non produrranno i loro effetti sui ministri Pdl. Povero Silvio. Anche il suo delfino si prepara a lasciarlo. Tutti contro di lui.

Occorrerebbe una minaccia più grossa. Dai Silvio fatti consigliare dai tuoi Bondi, Santanchè, Fitto, Capezzone, Verdini, Gelmini e compagnia. Inventatevi qualcosa di ancora più forte. Il 27 novembre, data in cui si dovrebbe decidere sulla decadenza, si avvicina inesorabilmente. Dell’Utri ha provato a fare qualcosa ma non è ancora bastato. Provate a dire qualcosa di veramente tremendo. Magari uno di quei segreti che solo tu e i tuoi sodali sapete. Se ti impegni un pochino forse riesci ancora a salvarti. E sì povero Berlusconi. E poveri i suoi elettori.

Un condannato che verrebbe estromesso dal Senato. Che ingiustizia. Che orrore. Che omicidio della democrazia. Uno che froda il fisco non può essere allontanato dal Senato. Una vergogna. Eh che pazienza che abbiamo. Ancora a sentire e a vedere questo circo impazzito.

Un uomo, Silvio Berlusconi, che veramente ha segnato drammaticamente la nostra storia e il nostro Paese. È riuscito a fare tutto quello che voleva alla luce del sole. Senza pudore e senza vergogna. Preparatevi. Il meglio deve ancora venire. Da qui al 27 ne vedremo delle belle. Tanto l’Italia sta bene così. Meglio il circo che la politica vera.