La notizia è rimbalzata sui social network, in poche ore studenti, cittadini e autisti dell’Atac, l’azienda del trasporto pubblico di Roma, si sono dati appuntamento davanti la sede dell’azienda al Prenestino. Una reazione “spontanea e indignata” dopo lo scandalo dei biglietti clonati dalla stessa azienda per un guadagno di 70 milioni di euro l’anno. Fondi neri che sarebbero stati utilizzati per finanziare la politica. “Da studentessa fuori sede mi sento mortificata. Pagare 1,50 euro di biglietto per un servizio scadente per poi scoprire questo sistema di fondi neri”. “In 25 anni ne ho viste di tutti i colori in questa azienda – dice un autista – questa mi mancava. Si devono vergognare”. Tanta l’indignazione fra i conducenti (“non mi sento più in diritto di criticare chi sale senza biglietto”) che solo due giorni fa hanno manifestato sotto il Campidoglio perché costretti agli straordinari per coprire il servizio. “Il sindaco Marino non ci ha ricevuti”, spiega uno di loro che si dice poco fiducioso nella nuova amministrazione capitolina, dato che il primo cittadino Pd ha rinnovato tutti i vertici dell’azienda nominati dall’ex sindaco Pdl, Gianni Alemanno. Mentre si rincorrono le reazioni del mondo della politica locale, il Centro d’Iniziativa per la Legalità Democratica ha già fatto sapere che si costituirà parte civile “in nome dei cittadini costretti a tagli del servizio e aumento del costo del biglietto”  di Annalisa Ausilio