Niente esuberi e contratto di solidarietà per dodici mesi con rinnovo per un altro anno. La crisi occupazionale temporanea del Gruppo Sabatini di Granarolo dell’Emilia (Bologna) finisce qui. Dopo una quindicina di giorni di panico per i 24 dipendenti ritrovatisi senza più il loro posto di lavoro, ecco il reinserimento in organico all’interno della storica azienda bolognese leader negli arredi e allestimenti fieristici.

L’accordo quadro sottoscritto oggi dall’azienda dell’ex presidente della Virtus, avvenuto al tavolo di salvaguardia della Provincia, convocato dall’assessore alle attività produttive Graziano Prantoni con la presenza del sindaco di Granarolo Loretta Lambertini, scrive l’ultimo, comunque temporaneo capitolo, per una vicenda che si era aperta a metà ottobre 2013, con la procedura di mobilità per 24 esuberi su 42 lavoratori.

“Siamo partiti da una situazione difficile – ha dichiarato al termine dell’incontro Prantoni- e sono quindi molto soddisfatto dei risultati raggiunti anche in questa circostanza attraverso il lavoro di mediazione del tavolo. Credo che le parti abbiano trovato un accordo che consente all’azienda di dare continuità all’attività produttiva riportando in equilibrio la gestione economica della società e, nel contempo, tutela i lavoratori. Adesso occorre concentrare le forze per rilanciare l’attività perché il nostro territorio non può permettersi di perdere queste eccellenze”.

“Siamo abbastanza soddisfatti del risultato della trattativa”, spiega Michele Colella della Filca-Cisl al fattoquotidiano.it, “Partendo dal presupposto che l’azienda sembrava risoluta nell’aver dichiarato come esuberi più della metà dei propri dipendenti. Abbiamo portato a casa un risultato eccellente. Intanto tamponiamo una falla e affrontiamo le emergenze: poi da qui a un anno vediamo quali cambiamenti avverranno in questo settore di mercato. Cambiamenti che mai come in questi mesi vanno ad una velocità impressionante”.

I contratti di solidarietà partiranno l’11 novembre per 37 lavoratori con una riduzione dell’orario di lavoro. In questi giorni parecchi dipendenti di fronte ad alcuni reparti dell’azienda, come quello degli arredi, momentaneamente chiusi, avevano usufruito di giornate di ferie arretrate e non erano rientrati negli stabilimenti per i consueti orari di lavoro: “Stiamo pensando anche ad un’agevolazione ‘morbida’ per quei dipendenti vicinissimi alla pensione e che oltretutto lavorano nell’azienda da trent’anni, in modo che escano dal mercato del lavoro senza ritrovarsi a 60 anni alla ricerca di nuove ed insperate mansioni”.