Epilogo a metà per il caso parentopoli nel Movimento 5 Stelle. Dopo la riunione infuocata di lunedì 4 novembre, si è licenziata la collaboratrice di Barbara Liezzi, nonché figlia del compagno della senatrice. “Libera (la mia collaboratrice) mi ha chiesto di poter rescindere il contratto – ha scritto la parlamentare su Facebook – perché non ha intenzione di farsi strumentalizzare ed io ho accettato e colto l’opportunità della sua scelta”. Resta al suo posto, per adesso, il compagno della senatrice Vilma Moronese, anch’essa finita sotto accusa da parte dei colleghi.

“I curricula erano per l’ufficio legislativo e sono stati presi in considerazione e fatte delle assunzioni”, si è difesa Barbara Liezzi. “Per i collaboratori, dobbiamo attenerci alle regole del Senato che non prevedono parenti ed essendo una collaborazione personale e non di tutto il gruppo, come per l’ufficio legislativo, non sono previsti bandi”. Dunque la decisione di rescindere il contratto è stata assunta “per mettere a tacere i soliti noti, ma non ero assolutamente tenuta a farlo“, ha chiarito Lezzi. La senatrice M5S, a quanto si apprende, aveva già annunciato la sua decisione durante la riunione del gruppo a Palazzo Madama.

L’assemblea si era subito animato, non solo sulla questione al centro al dibattito, ma anche sull’opportunità di trasmettere la riunione in diretta streaming. Alla fine si è optato per il no, ma anche su questa scelta non sono mancate le polemiche: c’è chi ha accusato il responsabile comunicazione Claudio Messora di avere “dato ordine” in questo senso via mail. Durante l’assemblea, le senatrici si sono difese sostenendo di non aver violato alcuna regola dal momento che i due compagni non sono conviventi. Ma questo non ha impedito ai colleghi di attaccarle con toni molto duri: la senatrice Moronese è stata vista uscire in lacrime dalla riunione.