Dopo la polemica su Giulia Ligresti, ecco quella su Jonella. O, meglio, sui particolari e le tempistiche del suo trasferimento dal carcere Le Vallette di Torino al San Vittore di Milano. Secondo la Repubblica, infatti, sono quantomeno anomali i tempi di reazione nello spostamento. A far sorgere dubbi sulla linearità e la conformità della procedura seguita è stato lo stesso direttore del penitenziario piemontese, che al quotidiano di Largo Fochetti ha ricostruito l’accaduto. Dopo aver sottolineato che fu la detenuta e i suoi legali a chiedere il trasferimento, il responsabile dell’istituto di pena ha ricordato che “nei casi di detenzione preventiva serve un nulla osta della Procura prima della decisione del Dap“. Cosa che avvenne puntualmente, ma con qualche deviazione sul consueto canovaccio. Gli avvocati, infatti, ottennero il via libera dai magistrati e trattarono “direttamente con il Dap di Roma”. Poi arrivò l’ok al trasferimento e Jonella andò a San Vittore. “In genere queste pratiche si trattano col carcere e il Dap locale. In questo caso non è andata così” ha aggiunto il direttore del penitenziario torinese. Da qui le domande di Repubblica, che si chiede con chi abbiano trattato a Roma i legali della Ligresti, visto che hanno ottenuto un trasferimento in tempi record, al contrario di quanto avviene per migliaia di detenuti per così dire ‘normali’.

Domande, non accuse. A cui il Guardasigilli ha comunque deciso di rispondere. “Sono accuse assolutamente infondate che respingo con fermezza” ha detto Annamaria Cancellieri, secondo cui “è assolutamente grave che mi vengano attribuite cose che non ho mai fatto. Il Dap – ha concluso – ha già dato le sue risposte”. E così, in effetti, è stato, con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che ha smentito in una nota “in modo categorico” che “ci siano stati favoritismi nel soggiorno in carcere e tanto meno nel trasferimento della signora Jonella Ligresti, che è stato disposto seguendo le normali procedure e dietro autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria diversamente da quanto sostenuto dall’articolo di Repubblica“. Non solo. Stando alla nota del Dap, infatti, “la persona interessata, dopo aver trascorso i primi giorni di detenzione presso le strutture penitenziarie sarde, è stata trasferita al carcere di Torino ove ha presentato, in data 10 agosto, una prima istanza di trasferimento negli istituti milanesi, essendo la stessa madre di figli minori – ha sottolineato il Dap – Successivamente, in data 20 agosto, la detenuta Ligresti ha presentato una seconda istanza e, poi, un ulteriore sollecito, in data 13 settembre”. Poi la conclusione della vicenda. “Solo il 19 settembre, previo nulla osta dell’Autorità Giudiziaria di Torino, la detenuta è stata trasferita presso il carcere di San Vittore a Milano, rendendo, in tal modo, possibile l’avvicinamento al luogo di residenza dei figli – ha concluso la nota – Questo è quanto documentato dagli atti in possesso del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria inseriti nel fascicolo personale della detenuta“.