Chi ha messo la Cancellieri a fare il ministro? La nomina viene rivendicata da Gabriella Fragni, compagna di don Salvatore Ligresti e amica di “Anna Maria”, nella telefonata del 18 luglio a sua figlia: “Ieri ho avuto una telefonata che poi ti dirò (la presunta conversazione con la Cancellieri, ndr). Gli ho detto: ma non ti vergogni a farti vedere adesso? Ma che tu sei lì perché ti ci ha messo questa persona”. Davanti ai pm, la Fragni si rifiuta di chiarire questa frase, ma il suo riferimento aiuta comunque a ricostruire con maggiori dettagli la storia del governo Monti, quando la Cancellieri andò al Viminale come titolare dell’Interno.

Era la metà di novembre di due anni fa e Napolitano impose a Bersani e Berlusconi il primo esecutivo di larghe intese. Doveva essere un governo politico, non tecnico, ma il gioco dei veti incrociati lasciò fuori Gianni Letta, come garante del Cavaliere, e Giuliano Amato, presunto pennacchio democratico. Le trattative furono brevi e intense allo stesso tempo. Il Quirinale e Monti discussero a lungo del ruolo da riservare a Corrado Passera e i due partiti si mossero per indicare tecnici amici e fidati. Una di queste fu la Cancellieri. Il suo ingresso nel governo fu salutato con entusiasmo da Ignazio La Russa, all’epoca coordinatore del Pdl e soprattutto legatissimo al suo compaesano don Salvatore Ligresti (le due famiglie, La Russa e Ligresti, sono entrambe di Paternò, in provincia di Catania, e la partecipazione dei La Russa nei cda delle società del gruppo Ligresti ne testimoniano i rapporti). Non solo. La Russa si dichiarò da subito avversario delle larghe intese (“niente sconti su tempi e obiettivi) ma si addolcì per parlare bene della Cancellieri. Da un’intervista al Secolo d’Italia del 17 novembre 2001: “Voglio spendere una parola per il prefetto Cancellieri, molto vicina al nostro ambiente”. Quale ambiente? Quello degli ex An? Oppure l’ambiente del sistema Ligresti?

La Russa si ripete due anni dopo. Siamo nei giorni della catastrofe bersaniana al Quirinale e La Russa si trova in un nuovo partito, Fratelli d’Italia, guidato da Giorgia Meloni. Per superare lo stallo del Pd sul nome da proporre come successore di Napolitano (poi non sarà così), irrompe la candidatura di una donna. La favorita è proprio Anna Maria Cancellieri, lanciata da Monti, nel frattempo diventato leader perdente del nuovo Centro. A sorpresa, i Fratelli d’Italia aprono all’ipotesi per bocca dell’ex ministro della Difesa: “Cancellieri è un nome che apprezziamo e che io stimo personalmente. Il nome di Cancellieri è stato già preso in seria considerazione da Fratelli d’Italia, essendo stato inserito fra i cinque possibili candidati al Quirinale”. Perché tutta questa passione larussiana per la candidata di Monti? La risposta sta in quella frase di due anni prima: “Molto vicina al nostro ambiente”. Una decina di giorni dopo al Colle c’è di nuovo Re Giorgio ed Enrico Letta è il premier incaricato.

Stavolta le larghe intese dovranno essere politiche ma per i posti più delicati e che più interessano al Pdl di Berlusconi si ricorre ai tecnici. Così Saccomanni va all’Economia e la Cancellieri si sposta dall’Interno alla Giustizia. Il trasloco di “Anna Maria” spiazza tutti, partiti e giornalisti. Lo stesso Napolitano, di fronte al pressing berlusconiano, le avrebbe chiesto un “sacrificio” per accontentare il Pdl con un ministero di peso (Alfano al Viminale) e dare garanzie al Cavaliere sulla Giustizia. Ministra della Giustizia e dell’Ambiente (nel senso larussian-ligrestiano).

 

Riceviamo e pubblichiamo la precisazione di Ignazio La Russa 

La mia stima per la Cancellieri espressa quando fu scelta da Monti come ministro dell’Interno ha ragioni identiche alla stima che, fino a ieri, le hanno tributato pressoché tutti gli esponenti dei partiti di maggioranza e largamente quelli della opposizione. Ragioni che risiedono unicamente nella sua carriera di leale servitore dello Stato e che per chi come me abita a Milano, si manifesta sin da quando decenni fa, ignota ai più, era uno dei vice prefetti di Milano. Ed è per questo unanime apprezzamento credo, che prima Monti e poi Letta, l’hanno chiamata a ricoprire due tra i più delicati ministeri. Forse i più delicati. Non credo sia un mistero inoltre, che su proposta dei comitati civici di Bologna, i dirigenti bolognesi del Pdl la proposero come possibile candidato sindaco della città al termine del suo ruolo commissariale, sostenendo che fosse non ostile alle tesi e al programma del “nostro ambiente”. E’ altrettanto noto che la Cancellieri neanche apri la discussione dichiarandosi non disponibile ad assumere ruoli di parte in politica. Tutto qui, il resto mi pare inutile e erronea polemica. In concomitanza con la vicenda in cui, volutamente, non sono intervenuto e che ha visto Fratelli d’Italia esprimersi liberamente.
 
Ignazio La Russa