Centinaia di fiaccole hanno sfilato per Vaie, il piccolo centro della Valsusa in Piemonte dove venerdì notte è bruciato un presidio del movimento NoTav. Per gli attivisti il rogo è da ritenersi doloso: “Lo hanno fatto perché sperano in una reazione scomposta del movimento, ma non è questo il momento” spiega Alberto Perino, storico attivista valsusino “forse devono bruciare qualche cosa loro e dare la colpa a noi”. La polemica nasce dai roghi che quest’estate hanno bruciato centinaia di migliaia di euro di macchinari delle ditte che lavorano al cantiere di Chiomonte. Per Marina Clerico, assessore della Comunità montana anche la stampa è da biasimare: “I giornali quando sono bruciate delle macchine hanno titolato incolpando i NoTav, ma nessuno ha detto che sono stati i SiTav a bruciare il nostro presidio”  di Cosimo Caridi