Il congresso del Pd valido a Trapani è soltanto uno, quello convocato all’Hotel Crystal, che ha fatto infuriare un gruppo di iscritti, molto critici sulle modalità di tesseramento fuori controllo adottate nelle ultime ore. Ne è sicuro Domenico Venuti, presidente della commissione provinciale trapanese per il congresso. “Il vostro articolo mi ha molto amareggiato – dice al ilfattoquotidiano.it – l’unico congresso esistente è quello dell’Hotel Crystal ed è sbagliato parlare di fantasmi perché si sono presentati a votare oltre 400 tesserati, già accettati dalla reggenza provinciale del partito”. Le famose 450 tessere, su cui il presidente del circolo trapanese Salvatore Daidone aveva chiesto chiarimenti (senza ottenerli, stando allo scambio di mail) proprio alla commissione provinciale per il congresso, hanno dunque dei proprietari. Che ieri, nel congresso indetto dalla stessa commissione provinciale hanno votato quasi tutti (402 per l’esattezza) il candidato unico del Pd alla segreteria trapanese, Francesco Brillante. Il caso del doppio congresso per l’unico circolo trapanese ha però gettato nel caos la commissione provinciale. “C’è solo un problema politico: i tesserati dell’hotel Crystal hanno pagato la quota, ho visto io i bonifici, non sono fantasmi. Sono gli altri, quelli che si ritengono più onesti a non aver rispettato le regole indicendo un congresso parallelo senza autorizzazioni” dice Venuti. Il Pd a Trapani si era sdoppiato dopo che il presidente di circolo Salvatore Daidone e il tesoriere Antonio Gandolfo erano venuti a conoscenza di oltre 450 tessere diffuse a loro insaputa, che si sommano alle trecento riconosciute alla sezione trapanese del Pd, in relazione ai cinquemila voti alle ultime amministrative.

E dopo il congresso convocato dalla commissione di garanzia, Daidone aveva raccolto l’appello dei suoi 220 iscritti per indire un altro congresso, diverso da quello dove si sarebbero presentati gli oltre 400 tesserati, che non figuravano negli elenchi a sua disposizione. “Io ho cercato di recuperare la situazione ma non ci sono tesserati di serie B e di serie A, c’era un altro responsabile del tesseramento a Trapani oltre a Daidone, ed è per questo che il congresso della Baia dei Mulini è nullo, l’unico valido è quello convocato da me, la figura di presidente di circolo non esiste nello statuto” continua netto Venuti, che considera inesistente l’assise dei 220 tesserati, contrari a partecipare ad un congresso in cui sarebbero arrivati oltre 400 nuovi iscritti di cui non conoscevano alcun dato.

Le modalità di tesseramento di questi ultimi vengono infatti definite come anomale. Da Palermo il coordinatore regionale del Pd Enzo Napoli fa sapere che “in merito alle dichiarazioni riportate dagli organi di informazione, circa una presunta mia autorizzazione alla creazione di nuovi circoli nella città di Trapani, preciso che, da parte mia, non è mai pervenuta alcuna autorizzazione, né poteva esserci poiché, a norma di Statuto, tali provvedimenti possono essere adottati esclusivamente dalle Direzioni Provinciali”. Come dire che la questione del doppio congresso è tutta trapanese. Una situazione che rischia di creare il caos dentro ai democratici. I democratici che si sono visti definire il loro congresso nullo hanno già pronto il ricorso alla commissione di garanzia. “Al congresso del Crystal, quello che la commissione definisce l’unico valido – fanno notare – hanno votato 400 persone in meno di 5 ore: come dire un voto ogni minuto e mezzo”. Tempi record, in effetti.

Il nodo fondamentale della questione gira però attorno alle modalità di tesseramento. Lo statuto del Pd prevede infatti che le tessere debbano essere sottoscritte solo nei locali del circolo. Cosa che per gran parte dei tesserati presenti al Crystal non sarebbe avvenuta. “Ovviamente – spiega Venuti – io non so dove siano stato fatte le tessere, né per il caso dell’hotel Crystal e nemmeno per l’altro congresso di quelli che si definiscono onesti. Può darsi che siano stati allestiti dei gazebo in piazza, ma è politica, è un po’ di elasticità nell’applicazione delle regole ci sta”. E mentre si aspetta il responso della commissione di garanzia, il Pd a Trapani rimane sdoppiato: principale effetto di un’elasticità che non ha certo fatto bene al partito.

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