Un’ombra nera si allunga sul 4 Novembre. Le strade della provincia di Varese, Milano e Como sono state tappezzate con manifesti in memoria dei caduti per la patria. L’occasione è la commemorazione della fine della Prima Guerra mondiale, con la vittoria italiana che seguì la disfatta di Caporetto. E per qualcuno è un modo per celebrare “gli antichi fasti” dell’Italia in chiave fascista. Un’iniziativa che si aggiunge alle altre che, inserendosi nello stesso solco, hanno già visto protagonista questo territorio nei mesi e negli anni passati. Proprio tra Varese, Milano, Como e la Brianza si sono visti a più riprese manifesti di auguri al Duce, cene di commemorazione per Benito Mussolini o Adolf Hitler, inaugurazioni di giardini e piazze a personaggi cari al popolo dei nostalgici, raduni neonazisti e neofascisti e via di questo passo. Oggi con l’affissione dei manifesti per il 4 novembre (era già successo anche in passato) torna un’iniziativa che, celandosi dietro al del ricordo dei defunti, l’intenzione è quella di strizzare l’occhio al ventennio cercando di cancellare responsabilità storiche per legittimare nuovi fascismi.

La locandina affissa in queste ore, del tutto simile a quelle istituzionali, recita: “4 novembre – giornata dedicata ai caduti in guerra – sono caduti per la patria – onoriamo il loro sacrificio”, una scritta sormontata dall’immagine di un fascistissimo gladio mentre, più sotto, riporta la firma del Comitato nazionale ricerche ed onoranze dei caduti della Repubblica Sociale Italiana. Il gruppo, che ha sede a Somma Lombardo (Varese), porta il nome della medaglia d’oro Carlo Borsani (un convinto fascista che rimase ferito in Albania e aderì alla Rsi, morì giustiziato dai Partigiani il 29 aprile 1945). Del comitato non si trovano altre tracce se non un gruppo facebook poco frequentato e un sito che non viene aggiornato dal 2010.

Il comitato in questione è nato dalla riunione delle associazioni combattentistiche e culturali con l’intento di “ricevere i Dispersi e i Caduti della Repubblica Sociale Italiana perché avessero una tomba onorata”, dal momento che “caddero per la Patria” e si professa apartitico ma non ci vuole un grande sforzo di fantasia per immaginare in quale direzione vadano le simpatie dei suoi membri. A segnalare la stonatura è l’Osservatorio Democratico, che punta il dito contro questa iniziativa, sottolineando il pericolo che si cela dietro al continuo “tentativo della revisione storica” in atto da tempo “in una delle province più nere d’Italia – la provincia di Varese – nata nel Ventennio ed ancora molto affezionata a quell’eredità” e conclude: “purtroppo è in corso un pericoloso rigurgito fascista”. Per la giornata odierna, 1 novembre, il Comitato ha proposto ai nostalgici una cerimonia di commemorazione al “Campo 10” del cimitero milanese di Musocco, al sacrario nazionale dei caduti della Rsi.

I tempi della Repubblica Sociale hanno segnato una pagina terribile della storia del nostro paese, ancor più nelle zone interessate da questa ondata di nostalgia, dove l’occupazione nazi-fascista ha comportato una dura politica di persecuzione e repressione nei confronti di tutti gli oppositori del regime.