Al di là del problema giudiziario, c’è “un tema etico” e ci sono “comportamenti invididuali” che “non vanno bene”. Soprattutto dal punto di vista del Pd, che “ha una base molto reattiva a questi temi e bisogna tener conto di questo sdegno”. Alla fine di una settimana di indiscrezioni e polemiche su Marco Monari, capogruppo Pd in Regione, nell’occhio del ciclone per le cene “di rappresentanza” messe in conto a viale Aldo Moro e al centro dell’inchiesta della Procura di Bologna sulle spese dei gruppi consiliari, arriva anche la censura del sindaco di Bologna, Virginio Merola, che nei giorni si era solo limitato a una battuta sulla vicenda (“Mangiavano bene? Eh si'”). Oggi, invece, Merola mantiene un tono serio e grave.

“Dal punto di vista legale non ci sono neanche gli avvisi di garanzia, ci sono solo molte fughe di notizie – sottolinea il sindaco – quindi questo crea già una situazione insolita”. Dal punto di vista legale, insomma, “può essere anche che non ci sia un reato”. Dal punto di vista morale, invece, “ci sono cose che dovrebbero colpire”, affonda il colpo Merola. Nell’inchiesta sono coinvolti tutti i gruppi, ma “il Pd ha una base molto reattiva a questi temi e bisogna tener conto di questo sdegno- ammonisce il sindaco- dal punto di vista dei comportamenti individuali, non va bene” quanto sta emergendo dall’inchiesta sulla Regione.

Secondo Merola, dunque, al di là della questione giudiziaria “c’è un tema etico” che ha la precedenza. “Si puo’ anche avere un pranzo, legittimo- ammette il sindaco- ma rispetto alla situazione in cui viviamo, ci vuole maggiore sobrietà e comportamenti individuali più consoni” alla crisi e alle difficoltà economiche con cui le famiglie italiane e anche bolognesi fanno i conti tutti i giorni. Sui social network, intanto, l’assessore alla Legalità del Comune di Bologna, Nadia Monti (Idv), ci tiene a prendere le distanze dai comportamenti e dalle abitudini degli eletti in viale Aldo Moro. “Facciamo chiarezza– afferma Monti- la sottoscritta e i colleghi del Comune di Bologna non abbiamo carte di credito di alcun tipo. Paghiamo pranzi e cene e, se ne abbiamo necessità di usarlo, paghiamo tutti i taxi. Nulla viene rimborsato- mette in chiaro l’assessore- e non esistono auto blu”.