Due Venezie, una dentro l’altra. Fuori quella vera. Gli edifici antichi, la difficile battaglia della loro tutela. Ma anche le barene, i casoni, l’equilibrio precario dell’ecosistema lagunare. Dentro, in un triangolo di terra nell’estremità ovest dell’isola della Giudecca, le stesse cose. Ricostruite d visitabili in un’isola-parco a tema. Con tre percorsi accessibili ai visitatori al prezzo del biglietto d’entrata. Quello naturalistico, quello storico e quello culturale. Senza dimenticare le giostre, però. Saccafisola come Coney Island a New York o il Gorky park di Mosca. Un lembo di terra abbandonato pronto ad essere trasformato in una Disneyland in salsa veneziana.

Il luogo scelto per il progetto lanciato mercoledì mattina all’università di Ca’ Foscari da Alberto Zamperla, presidente della “Antonio Zamperla spa”, è infatti proprio la Sacca di San Biagio. Una piccola (neanche tanto, sono 40mila metri quadri) isola della Giudecca dove fino agli anni ’80 c’era un inceneritore e dove ancora oggi c’è un cantiere di Veritas, l’azienda che si occupa di energia, rifiuti, risorse idriche a Venezia. Proprio lì Alberto Zamperla vorrebbe costruire, permessi permettendo, un parco dei divertimenti. Un’isola culturale, pardon. Che la definizione pura piace poco all’azienda vicentina.

“Per lanciare un progetto culturale ci dev’essere anche il divertimento – ha spiegato Alberto Zamperla alla presentazione – abbiamo realizzato ovunque progetti di questo tipo, da Coney Island di New York al Gorky park di Mosca. Qui l’isola era inutilizzata”. Zamperla infatti ha già ottenuto lo spazio in concessione per quattro anni e al momento i tecnici si stanno occupando di fare i carotaggi per capire il livello dell’inquinamento del terreno.

“Le risposte arriveranno in una quarantina di giorni – spiega Alberto Zamperla – volevamo verificare con i nostri tecnici i dati finora in nostro possesso, poi procederemo. Se il progetto verrà realizzato prolungheremo la richiesta di concessione per 40 o 50 anni”. Bonifica compresa il tempo stimato per la realizzazione sarebbe di due anni (e porterebbe 500 posti di lavoro). L’investimento iniziale è di 80 milioni di euro. Che non saranno solo dei Zamperla: i partner sono diversi (anche se per ora vogliono rimanere anonimi). L’azienda prevede di staccare 400mila ticket nel corso del primo anno, e nel corso di cinque anni di arrivare a 800mila ingressi.

«E’ un’idea innovativa, degna di valutazione. Quella, va ricordato, è un’area degradata che aspetta di essere bonificata da tempo – ha detto il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia – non è certo un paradiso naturalistico. Per tutti i veneziani si chiama “Isola dee scoasse”. Avendo visto l’epilogo della torre di Cardin, sono più che altro curioso di vedere quanti premi Nobel nei prossimi giorni costituiranno associazioni e comitati per fermare tutto. Perché la ruota panoramica di Parigi, ma anche costruzioni come la Torre Eiffel e il Louvre temo che qui non si faranno mai a causa delle solite forze che scendono in campo contro qualunque cosa».

Zamperla, dal canto suo, continua a sottolineare l’aspetto culturale del progetto, la collaborazione con l’università di Ca’ Foscari, i tre itinerari culturali. « L’attenzione per l’aspetto “ludico” e per la polemica nel parallelismo con i grandi parchi di divertimento ha fatto si che venisse trascurato lo spessore di questo progetto – ha detto Alberto Zamperla – e ne ha messo in secondo piano i contenuti storici e naturalistici sviluppati e certificati dall’Università Ca’ Foscari».

Del parco divertimenti, però, con buona pace delle definizioni scomode, nel progetto dell’Isola di San Biagio c’è tutto. Ruota panoramica e montagne russe comprese, che spuntano nel video promo dallo skyline dell’isola. Lo vedranno i turisti delle crociere quando ci passeranno accanto (se il percorso delle grandi navi rimarrà lo stesso) e ci arriveranno pure per una via preferenziale. In vaporetto, con una linea che Zamperla chiederebbe ad Actv di realizzare ad uso esclusivo: Tronchetto – isola di San Biagio. Accanto a giostre spaziali e ruote panoramiche c’è poi anche il progetto culturale, con i tre percorsi.

Il percorso naturalistico sarà un lungo tunnel trasparente che porterà i visitatori attraverso una barena ricostruita. Poi ci sarà quello storico. Galeazze si muoveranno in un bacino d’acqua artificiale riproducendo la battaglia di Lepanto. E i visitatori staranno in acqua, sotto il fuoco degli spari. E infine quello culturale con il carnevale veneziano e la storia di Venezia: installazioni hi-tec e mini carrozze a sei posti circondate da maxischermi 3d per un viaggio nel tempo.

“Le difficoltà maggiori arriveranno dalla burocrazia – dice Zamperla – se ci diranno di no? Lo faremo altrove. Il nostro però è un progetto condiviso con le istituzioni”. Non proprio. Mentre è già arrivata la benedizione dalla Regione Veneto attraverso le parole dell’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan, il Comune e la Direzione regionale dei beni culturali, hanno tirato un freno. “Ho avuto un incontro con Zamperla un anno e mezzo fa – spiega Ugo Soragni, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto – mi ha presentato la sua ipotesi di massima. Io però non mi sono espresso in nessun modo finora».